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Alzheimer, sono oltre 35 milioni i malati nel mondo: saranno 115 mln nel 2050

Domani Giornata mondiale
domenica 22 settembre 2013

2' di lettura

Roma, 20 set. - (Adnkronos Salute) - Alzheimer e altre demenze: una delle principali sfide di salute pubblica per il futuro. Oggi oltre 35 milioni di persone nel mondo fanno i conti con questa malattia neurodegenerativa, e il numero si stima possa raddoppiare entro il 2030 e persino triplicare nel 2050, toccando quota 115 milioni di malati. E' quanto riporta il Rapporto mondiale Alzheimer 2013 pubblicato in occasione della Giornata mondiale dedicata alla patologia, che si celebrerà domani 21 settembre. L'appello unito a questa ricorrenza è rivolto ai governi, ai quali si chiede di fare della demenza una priorità nazionale, implementando piani ad hoc e avviando dibattiti urgenti sulle modalità future nella fornitura di cure a lungo termine. Il rapporto, stilato da esperti del King's College London, rileva infatti che, con il progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, il tradizionale sistema di cure 'informali' che vengono garantite dalla famiglia, dagli amici e dalla comunità, richiederà un sostegno molto maggiore rispetto a quello attuale. A livello globale, oggi il 13% delle persone di 60 anni o più richiede cure a lungo termine. Tra il 2010 e il 2050, il numero totale di anziani con queste esigenze sarà quasi il triplo: da 101 a 277 milioni. L'assistenza a lungo termine serve principalmente alle persone affette da demenza, pari a circa la metà di tutti gli anziani che hanno bisogno di cure continue e all'80% di coloro che risiedono nelle case di riposo. Il costo a livello mondiale della cura della demenza è attualmente pari a oltre 600 miliardi di dollari, circa l'1% del Pil mondiale. La relazione evidenzia dunque che c'è bisogno di maggiore attenzione nei confronti di questa malattia: è necessario lavorare per arrivare a 'vivere bene con la demenza', e per questo occorre aumentare di 10 volte il finanziamento per la ricerca, la prevenzione, il trattamento e la cura dell'Alzheimer. Questo investimento è fondamentale per mitigare l'impatto dell'epidemia globale di demenza sui sistemi sanitari e per migliorare la qualità dell'assistenza. Martin Prince, autore principale del rapporto, evidenzia: "Le persone con demenza hanno esigenze particolari. Rispetto ad altri pazienti con necessità di cure a lungo termine necessitano di assistenza più personali, che duri più ore e di maggiore vigilanza. Tutto questo è associato a una maggiore pressione sui caregiver, e a costi più elevati. I loro bisogni di cura cominciano presto nel corso della malattia e si evolvono costantemente nel tempo, richiedono una pianificazione avanzata, monitoraggio e coordinamento. Bisogna valorizzare maggiormente il contributo della famiglia e pagare meglio gli operatori sanitari che lavorano con questi malati. Siamo in grado di aumentare la qualità del nostro sistema sanitario, ma farlo contenendo i costi e raggiungendo l'equità di accesso per tutti sarà una sfida".

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