Roma, 10 giu. (Adnkronos) - "Venerdì scorso l'entusiasmo per il provvedimento sull'eco-bonus annunciato dal premier Enrico Letta sull'auspicata proroga della detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici. Adesso l'entusiasmo per i geologi, ma non solo per noi, è già terminato perché leggendo il testo del Decreto che incredibilmente esclude gli impianti a pompa di calore, ed in particolare quelli geotermici, dalla nuova misura di detraibilità fiscale del 65% (ex 55%)". E' l'allarme lanciato da Paride Antolini, Coordinatore della Commissione Geotermia del Consiglio Nazionale dei Geologi (Cng). "Ora -sottolinea il Consiglio Nazionale dei Geologi- i casi sono due. O si tratta di una 'clamorosa svista' che verrà rapidamente corretta nella stesura definitiva, o si vuole volutamente discriminare una tecnologia, in buona parte italiana, ad alta efficienza energetica e a rilevante impatto ambientale positivo, come riconosciuto già nel 1993 dall'Ente di Protezione Americana. E allora ci devono dire chi vuole questo". "Dopo l'emanazione del Conto Termico dello scorso dicembre, avevamo già sostenuto -aggiunge Gabriele Cesari della Commissione Geotermia del Cng- che l'unico incentivo che il nostro Paese aveva introdotto per la geotermia era quello ad abbandonare l'Italia e rivolto a tutti i soggetti che ancora operano in Italia per lo sviluppo e la diffusione della geotermia, fra i quali si contano molti geologi". "Oggi assieme a noi -continua Cesari- sono numerosissime le associazioni ed i raggruppamenti che a gran voce chiedono di rivedere con urgenza il provvedimento". "La questione -sottolinea- è semplice". "Se si vuole ostacolare il mercato delle pompe di calore e della geotermia -prosegue- si approvi il testo attuale del decreto legge". "Se invece si vuole veramente incentivare questa tecnologia altamente efficiente -dice ancora il geologo- si stralci la parte del testo che recita 'con esclusione degli interventi di sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza ed impianti geotermici a bassa entalpia'". "Perché così come è scritto ora -conclude Cesari- significa escludere al mercato della geotermia la possibilità di sviluppo. Non ce n'era bisogno".