Berlino, 10 giu. - (Adnkronos) - Lo scrittore, letterato e filologo tedesco Walter Jens, tra i fondatori del Gruppo 47, innovativo romanziere e grande intellettuale, e' morto a Tubinga all'eta' di 90 anni. Tra i primi autori tedeschi affermatisi nel secondo dopoguerra, Jens ottenne fama gia' con il suo primo romanzo "No. Il mondo degli accusati" (1950), agghiacciante ipotesi su uno stato totalitario, dove portava alle estreme conseguenze il motivo del processo kafkiano e le utopie negative di Orwell e Koestler. Nelle sue opere successive, Jens affino' le sue doti di descrizione psicologica, pur mantenendo i suoi intenti simbolistici e un'alta complessita' stilistica, come in "L'uomo che non voleva invecchiare" (1955), "Il testamento di Odisseo" (1957) e "Il signor Meister" (1963). Nato ad Amburgo l'8 marzo 1923, Walter Jens segui' gli studi umanistici, ottenendo nel 1949 la docenza di filologia classica. Professore di filologia classica dal 1956, dal 1965 al 1988 e' stato titolare della prestigiosa cattedra di retorica dell'Universita' di Tubinga, che era stata abolita nel 1829. Alla sua attivita' di filologo classico (numerosi lavori ermeneutici su Euripide, Eschilo, Virgilio, Tacito), Jens ha accompagnato quella non meno rilevante di critico della letteratura contemporanea. A lungo presidente del Pen Club della Repubblica Federale di Germania, dal 1983 al 1997 e' stato presidente dell'Accademia delle Arti di Berlino. Si e' guadagnato dalla stampa tedesca il soprannome di "piccolo Voltaire della Germania federale", per la sua brillante attivita' di intellettuale. Tra le sue numerose opere il racconto "Il caso Giuda" (1975); i saggi "Al posto di una storia della letteratura" (1957), "Dediche" (1962), "Discorsi repubblicani" (1976), "La televisione. Temi e tabu"' (1978), "Poesia e religione" (1985); i drammi "Lo sfacelo. Secondo le troiane di Euripide" (1982) e "La donna della pace" (1986). (segue)