Nuoro, 10 giu. - (Adnkronos) - Drammatica, la definiscono i carabinieri, un vicenda che si e' svolta nel sassarese, a Chiaramonti, quando nell'ottobre del 2009 Vincenzo Denanni acquisto' cocaina da Mesina contraendo un debito di 37.000 euro. Il sodalizio orgolese per recuperare il denaro ha esercitato un'asfissiante pressione nei confronti di Denanni che in diverse occasioni ha minacciato di evolversi tragicamente: Graziano Mesina, infatti, in talune circostanze si sarebbe vantato di avergli preso il figlio adolescente costringendolo a chiamare il padre che, poco dopo, ha provveduto a versargli 20.000 euro. Il pagamento del residuo e' avvenuto, dopo ulteriori minacce nel marzo del 2012 con la vendita di diversi capi di bestiame. Mesina pero', nel corso delle trattative per ottenere i soldi, si e' dimostrato molto risentito nei confronti di Denanni tanto che ha espresso chiaramente l'intenzione di ucciderlo dopo aver recuperato il denaro. Per quanto riguarda l'attivita' di distribuzione dello stupefacente questo era compito di Mario e Daniele Brignone per il sud Sardegna mentre Sini e Piras si preoccupavano del centro-nord. Figura di particolare rilievo riveste Sini, che e' uno spacciatore ben addentro all'ambiente e che ha progressivamente sviluppato una sua autonoma capacita' operativa talche' quando i rapporti tra Graziano Mesina e Milia si sono interrotti e' stato in grado di rifornirsi da altri soggetti. (segue)