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Proposta di legge Ue su rendicontazione, voto in plenaria a inizio 2014

domenica 16 giugno 2013

3' di lettura

Bruxelles, 10 giu. - (Adnkronos) - Trasparenza, coerenza e comparabilità delle informazioni non-finanziare e sulla diversità servono a ripristinare la fiducia degli investitori e degli stakeholder nelle grandi società e a stimolare i miglioramenti nella gestione. Queste le principali conclusioni della tavola rotonda "La trasparenza sulle informazioni non-finanziarie: verso un nuovo modello di rendicontazione?" organizzata da Acca (l'associazione internazionale dei commercialisti e dei dottori contabili), Aviva ed Eurosif al Parlamento Europeo. Ad aprile 2013, la Commissione Europea ha proposto una modifica alla Quarta e Settima direttiva sul diritto societario, meglio conosciuta come normativa in materia di contabilità, con l'obiettivo di accrescere la trasparenza di alcune grandi società su questioni non-finanziarie e connesse al tema della diversità. Il processo legislativo ha preso avvio e ora la nuova proposta è nelle mani dei due co-legislatori (Parlamento Europeo e Consiglio). "Prevediamo un voto in plenaria entro i primi mesi del 2014. Sarà importante concentrarsi sugli aspetti fondamentali al fine di raggiungere una rapida adozione della proposta", dichiara Raffaele Baldassarre, eurodeputato italiano e rapporteur per la Commissione Giuridica. Ad emergere è "un crescente bisogno di informazioni nonfinanziarie su questioni ambientali, sociali e sui diritti umani da parte delle maggiori società europee - dichiara Richard Howitt, eurodeputato rapporteur sui temi di Csr a capo della Commissione Occupazione e affari sociali - mi impegnerò nei mesi prossimi a lavorare in sinergia con il Parlamento al fine di concludere un accordo efficace e mi auguro che l'Europa possa guidare il dibattito sul tema della trasparenza aziendale e del reporting integrato". Secondo Helen Brand, direttore esecutivo di Acca, "la proposta della Commissione rappresenta un passo importante verso il raggiungimento di maggiore trasparenza, coerenza e comparabilità delle informazioni non-finanziarie che accompagnano i bilanci finanziari delle grandi imprese". L'auspicio è di arrivare a un quadro accettato a livello internazionale per la rendicontazione degli aspetti non-finanziari. Anche perché "migliorare l'attività di rendicontazione su questi aspetti significa accrescere la conoscenza, ad esempio, delle relazioni dell'impresa con i suoi clienti, con i dipendenti, con le comunità locali e le istituzioni", aggiunge Steve Waygood, responsabile Investimenti Sostenibili e Responsabili in Aviva. "Oltre a contribuire a rafforzare il legame di fiducia con gli stakeholder, una più completa attività di rendicontazione va a migliorare anche i processi interni e le performance aziendali - continua Waygood - La rendicontazione sugli aspetti non-finanziari è un investimento nel futuro dell'impresa stessa, non va quindi vista come un costo, ma come un'opportunità ed andrebbe sempre affiancata alla divulgazione dei dati finanziari. Su questo, supportiamo senza alcun dubbio la proposta della Commissione Europea". Per Francois Passant, direttore esecutivo di Eurosif, "prendere in considerazione gli aspetti non-finanziari di una società sta diventando la normalità per gli investitori. In un mondo in cui l'80% del valore di un'impresa è determinato dagli aspetti intangibli, in cui la catena di valore è sempre più complessa e definita su scala globale e in cui sempre più investitori prendono in considerazione il modo in cui le imprese affrontano problematiche come i cambiamenti climatici, la rendicontazione sulle informazioni non-finanziarie non va più vista come un onere ma come una necessità. L'attuale proposta della Commissione, pietra miliare in questo percorso verso il cambiamento, è pertanto fortemente sostenuta e supportata da Eurosif".

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