Firenze, 10 giu. - (Adnkronos) - "Tutto cio' che ruota intorno ai libri e' di primaria importanza per l'amministrazione, se poi accade alle Murate lo e' ancora di piu"'. Lo ha sottolineato l'assessora all'educazione e alle politiche giovanili Cristina Giachi intervenendo, questa mattina, alla presentazione di "Codice a sbarre", quattro Giornate della Libera Editoria, dal 21 al 24 giugno, dedicate ai lettori e alla lettura, con editori, libri, eventi, incontri con gli scrittori, mostre, reading, laboratori e concerti, tutto a ingresso libero. Il festival nasce in uno degli spazi piu' suggestivi della citta', alle Murate, nel quartiere di Sant'Ambrogio. 3.000 metri quadrati e una storia dalle origini singolari. Lo spazio deve il suo nome e la sua nascita a dodici donne - dette "le murate" - che, nel 1370, si fecero recludere volontariamente in piccole celle sul Ponte alle Grazie. La crescita delle consorelle spinse qualche mecenate, fra cui Lorenzo il Magnifico, a costruire nel 1424 questo imponente complesso. L'importanza di alcune sue ospiti rende l'idea della sua ricchezza: Caterina Sforza, la giovane Caterina de' Medici, la seconda moglie di Cosimo I e le figlie illegittime di vari nobili e molti prelati. Il convento fu soppresso nel 1808 e trasformato in carcere maschile. Lo e' rimasto fino al 1985, conservando una pagina di storia fra le piu' tristemente famose, quando negli anni della seconda guerra mondiale fu centro di raccolta e tortura dei prigionieri politici e dei partigiani catturati dai fascisti. Ristrutturato in anni recenti, su progetto degli uffici tecnici del Comune sulle linee guida di Renzo Piano, Le Murate e' oggi gestito da un pool di associazioni culturali e dall'emittente Controradio che, insieme al Caffe' Letterario, "ne fanno - ha rilevato l'assessora Giachi - oltre che uno dei cuori pulsanti del centro cittadino anche uno dei motori della cultura contemporanea a Firenze". (segue)