Roma, 11 giu. (Adnkronos) - Con la chiusura dell'istruttoria dibattimentale e l'inizio della requisitoria, e' entrato nella fase finale dopo quasi sei anni di dibattimento, il processo per il tentativo, con pesanti minacce, di costringere a cominciare dal 2005 Claudio Lo Tito a cedere la Ss Lazio ad una cordata rappresentata dal 'bomber' biancoceleste Giorgio Chinaglia, deceduto qualche tempo fa. Un tentativo di estorsione che, come ha ricordato oggi il pubblico ministero Vittoria Bonfanti, di cui, tra i 9 imputati sotto processo sono chiamati a rispondere anche quattro capi storici della tifoseria laziale. Nel corso del suo intervento il pm ha fatto la cronistoria delle intimidazioni subite da Lotito e dai suoi famigliari; dei rapporti di ostilita' con la tifoseria biancoceleste che lo accusava di scarso attaccamento ai colori della squadra e del suo personale interesse alla costruzione di un nuovo stadio; dei tentativi di farlo dimettere dalla presidenza della squadra e di convincerlo ad accettare la proposta di cedere la societa'. Il pubblico ministero ha anche sostenuto che Lotito era finito nel mirino del direttivo degli irriducibili dopo che aveva tolto a questi ultimi ogni privilegio e concessione ottenuti dalla precedente proprieta'. E le minacce, secondo il pm furono poi estese alla presidenza del coordinamento Lazio Club onlus e della Lazio Calcio femminile. Il 1 ottobre il processo riprendera' con l'intervento di altri due pubblici ministeri, Stefano Rocco Fava ed Elisabetta Cennicola. Poi il giudizio vedra' l'intervento della parte civile e delle difese.