(Adnkronos Salute) - Sul caso della Jolie, in considerazione della sua familiarita' per il tumore al seno e delle riportate mutazioni geniche a livello dei geni Brca 1 e Brca2, il direttore dell'Unita' di senologia del Campus Bio-medico, Vittorio Altomare, sottolinea che "non tutti i casi positivi siano destinati a sviluppare un tumore. A volte la percezione del rischio e' influenzata da aspetti soggettivi che possono spingere verso la chirurgia profilattica piu' dello stesso rischio clinico reale". "E' fondamentale - conclude - che la donna sia accompagnata in una scelta ponderata dalla consulenza di esperti nei vari settori quali il senologo, il genetista, lo psicologo il chirurgo plastico".