(Adnkronos) - Monica Sgherri (FdS-Verdi) ha notato come la norma di garanzia che a suo tempo ha dettato i tempi per l'iscrizione e la votazione delle leggi di inziativa popolare si sia poi rivelata "impedente". In primo piano, per la consigliera, la proposta contenuta nell'iniziativa di legge popolare per ridurre (del 50 per cento) l'indennita' di carica per i consiglieri che svolgono attivita' di lavoro autonomo: "astenendoci di fatto bocciamo questa norma, che tocca un punto oggetto di uno specifico disegno di legge da me presentato (Pdl 49/2009) e sara' mia cura chiedere l'iscrizione della legge". Perche' l'indennita' e' comunque misurata, secondo Sgherri, su "un'attivita' a tempo pieno, e non a tempo parziale". Il consigliere Gian Luca Lazzeri (Piu' Toscana) ha annunciato il proprio voto contrario in luogo di "una finta benevola astensione". Il consigliere ha precisato che la' dove si vuole reintrodurre il rimborso effettivo per le missioni al posto del rimborso forfettario voluto dal Consiglio di fatto "si apre le porte al vero illecito", una possibilita' "che noi abbiamo eliminato con le nostre modifiche". Inoltre, con il tetto forfettario non si puo' andare oltre la cifra data, nell'altro caso non si sa quanto si va a spendere. "Annuncio con forza il voto contrario e difendo la bonta' della nostra normativa", ha concluso. Stessa posizione per il capogruppo Antonio Gambetta Vianna (Piu' Toscana): "Inutile essere ipocriti, perche' nel frattempo abbiamo modificato norme e Statuto; piuttosto - ha aggiunto - sarebbe opportuno abbassare il numero delle firma necessarie per presentare una legge di iniziativa popolare e predisporre un iter piu' veloce".