Roma, 12 giu. - (Adnkronos) - Proprio nel giorno in cui la prima Commissione del Csm decide di aprire una procedura per trasferimento d'ufficio per incompatibilita' a carico del procuratore Capo di Palermo Francesco Messineo perche' avrebbe gestito l'ufficio "senza la necessaria indipendenza", la Procura generale della Corte di Cassazione convoca lo stesso Messineo per interrogarlo sul 'caso Di Matteo'. Nei mesi scorsi e' stato aperto un provvedimento disciplinare nei confronti del sostituto procuratore della Repubblica di Palermo, Antonino Di Matteo, il pm che rappresenta l'accusa nel processo per la trattativa tra Stato e mafia, per avere rilasciato un'intervista al quotidiano La Repubblica. Messineo e Di Matteo sono stati convocati per il prossimo 27 giugno in Cassazione, proprio lo stesso giorno in cui riprendera' davanti alla Corte d'Assise di Palermo, il processo per la trattativa. Di Matteo e' difeso dal collega Sebastiano Ardita e Messineo dal pm Marcello Maddalena. Di Matteo e' accusato di avere "ammesso nell'intervista l'esistenza delle telefonate tra l'ex ministro dell'Interno Nicola Mancino e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano". Di Matteo, per il procuratore generale, ha "mancato ai doveri di diligenza e riserbo" nel corso dell'intervista del 22 giugno 2012. In questo modo sarebbe stato leso "il diritto di riservatezza del capo dello Stato" sancito dalla Corte costituzionale dopo il ricorso del Quirinale sul conflitto di attribuzioni con la Procura di Palermo.