Bari, 12 giu. (Adnkronos) - Il procuratore aggiunto del tribunale di Bari, Giorgio Lino Bruno, ha chiesto sette condanne (da un minimo di un anno e 4 mesi a un massimo di due anni e 6 mesi) e una assoluzione al termine della requisitoria del processo sul presunto malaffare nella sanita' pugliese. L'inchiesta provoco' le dimissioni dell'allora assessore regionale alle Politiche della Salute e poi senatore Alberto Tedesco. Per questo viene definita 'inchiesta madre'. Tra gli otto imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato c'e' anche il parlamentare del Pd, Antonio Decaro, all'epoca consigliere regionale che pero' non c'entra con le vicende legate alla sanita'. Il deputato, infatti, e' accusato dalla Procura di un tentativo di abuso d'ufficio relativo ad un concorso bandito dall'Arpa, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Secondo gli inquirenti avrebbe tentato di raccomandare un parente. Per lui il procuratore aggiunto ha chiesto una condanna ad un anno e quattro mesi. Il processo si celebra davanti al gup Marco Galesi. I reati contestati, a vario titolo, sono associazione per delinquere, abuso d'ufficio e falso. Gli altri imputati sono dirigenti e funzionari, in particolare della Asl di Bari che infatti si e' costituita parte civile nel procedimento penale. La prossima udienza e' stata fissata al 10 luglio, quando ci saranno le arringhe degli avvocati degli imputati. L'ex senatore Tedesco, che ha scelto di essere processato con il rito ordinario, secondo la Procura dal 2005 al 2008, avrebbe pilotato appalti, nomine di primari e dirigenti delle Asl pugliesi.