Napoli, 12 giu. (Adnkronos) - Una svolta alle indagini che hanno portato all'arresto di 110 appartenenti al clan capeggiato da Paolo Di Lauro, l'hanno data anche 13 collaboratori di giustizia che hanno offerto le loro dichiarazioni, i cui riscontri sono stati certati dai carabinieri del Ros (Raggruppamento operativo speciale). In particolare hanno offerto il loro contributo 3 fratelli, Carlo Capasso, definito dai pm della Direzione distrettuale antimafia un "abituale sicario del clan Di Lauro". Poi anche i fratelli Antonio e Giuseppe, "organicamente inseriti nel clan Di Lauro e direttamente coinvolti nel traffico di droga". Altri due camorristi di grande spessore hanno deciso di collaborare con la giustizia: i fratelli Maurizio e Antonio Prestieri. Il momento culminante dalle indagini e' costituito dal sequestro dei cosiddettri libri contabili del clan Di Lauro operato negli anni socrsi nell'abitazione di Angelo Zimbetti. Tali documenti avrebbero disvelato l'enorme volume dei proventi illeciti dall'associazione camorristica e sostanzialmente derivanti dal traffico di droga consentendo agli inquirenti di comprendere i meccanismi della ripartizione degli utili tra i vertici del sodalizio, della corresponsione degli stipendi agli affiliati e piu' in generale delle spese sostenute per la vita e i bisogni dell'associazione. E proprio grazie al sequestro di questi libri contabili che la grande retata che ha portato all'arresto di 110 presunti affiliati al clan Di Lauro e' stata resa possibile. (segue)