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Storici: e' morto Fogel, Premio Nobel economia che elogio' schiavitu'

domenica 16 giugno 2013

2' di lettura

Washington, 13 giu. - (Adnkronos) - Lo storico statunitense Robert Fogel, Premio Nobel per l'economia e padre della cliometria all'interno della storia economica, e' morto a Oak Lawn, nell'Illinois, all'eta' di 86 anni. L'annuncio della scomparsa e' stato dato dall'Universita' di Chicago, di cui era professore emerito. Nei primi anni Settanta Fogel aveva destato scalpore con la sua tesi sulla redditivita' della schiavitu', poi abolita non per inefficienza economica ma per motivi socio-politici. Nato a New York il 1 luglio 1926, laureato alla Johns Hopkins University di Baltimora e alla Columbia University di New York, Fogel ha insegnato nelle Universita' di Chicago, Rochester e Harvard. Ha scritto, tra l'altro, "Railroads and American Economic Growth: Essays in Econometric History" (1964), in cui sostiene che lo sviluppo delle ferrovie non sarebbe stato determinante per il progresso economico degli Stati Uniti d'America; "Time on the Cross: the Economics of American Negro Slavery" (1974; in collaborazione con S. L. Engerman), da cui emerge la tesi, molto contestata, che la schiavitu' africana, deplorabile da un punto di vista politico, avrebbe avuto effetti benefici per l'aspetto strettamente economico, e "The Fourth Great Awakening and The Future of Eagalitarianism" (2000; insieme a R. William). Nel 1993 ha ricevuto il premio Nobel per l'economia, insieme a D. C. North, per aver creato una nuova branca della storia economica, la cliometria, che applica tecniche quantitative e statistiche all'esame della storia economica stessa.). Nei suoi studi storici sullo sviluppo economico degli Usa ha utilizzato modelli econometrici alternativi seguendo l'impostazione della New Economic History di cui e' uno dei maggiori esponenti e teorici. Tra i suoi libri tradotto in italiano figurano "Lo spirito della globalizzazione" (Rubettino, 2011) e "Fuga dalla fame. Europa, America e Terzo Mondo (1700-2100)" (Vita e Pensiero, 2006), dove mette in luce lo stretto rapporto esistente tra buona qualita' dell'alimentazione e prosperita' di una societa', ma delinea anche con chiarezza le sfide che la "fuga dalla fame" comporta. (segue)

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