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Roma: avevano il monopolio dello spaccio al Prenestino, 11 arresti (3)

domenica 16 giugno 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - L'indagine ha fatto luce su una vera e propria 'consorteria criminale', composta da tutti soggetti romani, legati da vincoli di parentela, dediti in modo continuativo al traffico di varie sostanze stupefacenti che venivano spacciate nel quartiere, dall'hashish alla marijuana, fino alla cocaina, vero core business della banda. Il giro d'affari rilevato e' molto consistente: nel corso degli otto mesi d'indagine, gia' altri 11 soggetti sono stati tratti in arresto per spaccio di droga con il sequestro di 200 grammi di cocaina, 500 grammi di hashish, 600 di marijuana, 50 pasticche di ecstasy e circa 37.000 euro in contanti. Lo spaccio avveniva con continuita' e frequenza, anche in pieno giorno, tanto da aver fatto 'guadagnare' al quartiere la nomea di supermarket della droga, proprio per la varieta' di sostanze reperibili. L'organizzazione era diretta da una pregiudicata 52enne romana del quartiere, M. M., insieme ai due figli R. M. di 31 anni e R. T. di 25 anni, i quali, avvalendosi della collaborazione di parenti, provvedevano al reperimento all'ingrosso della sostanza, al confezionamento e alla tenuta della contabilita' dell'intera associazione, distribuendo i proventi tra i vari sub cessionari. Articolata la rete di spacciatori e vedette che provvedevano allo spaccio, dalla mattina alle sette fino a notte fonda, dandosi il cambio tra loro, secondo le indicazione della 'dirigenza' del sodalizio. I principali venditori al dettaglio erano proprio la sorella della 52enne, M.P., anche lei del quartiere, con tutta la sua famiglia: il marito, i due figli e il cognato. Ed e' proprio questa la particolarita' dell'associazione, caratterizzata da vincoli ben saldi e gerarchizzati, agevolati dallo stretto legame familiare tra i consociati. Da qui la denominazione dell'indagine, 'Happy Family': sia per la gestione intrafamiliare del traffico illecito, sia per la particolare spregiudicatezza con cui i vari spacciatori si 'esibivano' per le vie del quartiere, reso ancor piu' impermeabile all'azione preventiva e repressiva delle Forze dell'Ordine dalla dislocazione di vedette e avvistatori nei punti nevralgici del complesso popolare.

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