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Rischiano l'estinzione gli uccelli distratti dai richiami dei birdwatchers

I volatili lasciano i nidi e trascurano la cova e i piccoli
domenica 16 giugno 2013

2' di lettura

Roma, 13 giu. (Adnkronos) - I richiami per gli uccelli, quelli che utilizzano gli appassionati di 'bird-watching' per attirarli e poterli osservare e fotografare, sono una minaccia per alcune specie che, 'distratte' dai richiami, trascurano la prole e la cova. Lo studio, di cui dà notizia il quotidiano inglese Guardian, è dell'organizzazione britannica Dorset Wildlife Trust, che ha lanciato una campagna per invitare a non usare le registrazioni 'da richiamo' i visitatori della Brownsea Island, un'isola situata nella regione Sud Est dell'Inghilterra, all'interno del porto di Poolen, dove Robert Baden-Powell ha tenuto il primo campo scout sperimentale nel 1907 e dove nidificano anche specie di uccelli rare. La specie più a rischio è quella del 'Succiacapre', un uccello delle dimensioni dell'usignolo maggiore che canta ininterrottamente al crepuscolo e durante la notte. Il 'Succiacapre' è una specie rara diffusa in tutta Europa, in Gran Bretagna ha un suo habitat nell'isola di Brownsea dove, come tutti gli uccelli nidificanti, gode della protezione del Wildlife e Countryside Act del 1981, una legge che rubrica in reato il disturbo intenzionale degli uccelli, comprendendo quindi il richiamo sonoro utlizzato dagli appassionati osservatori. Secondo i responsabili del parco, i richiami utilizzati dai 'bird-watchers' distraggono gli animali che lasciano i nidi e trascurano la cova e i piccoli.Tony Whitehead, della Royal Society for the Protection of Birds, ha esortato la gente a considerare le conseguenze delle loro azioni, avvertendo che la riproduzione "ripetuta di una registrazione del canto degli uccelli o i richiami per incoraggiare un uccello di rispondere per vederlo o fotografarlo, possono distogliere l'animale da altre importanti funzioni, come ad esempio l'alimentazione suoi piccoli". Da noi il Succiacapre è diffuso in tutta la penisola, è inserito nella lista a rischio degli uccelli nidificanti ed il nome deriva dalla credenza popolare che vuole che quest'uccello munga durante la notte le capre accecandole.

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