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Mafia: pm Teresi, Csm informato male su cattura Messina Denaro

domenica 16 giugno 2013

2' di lettura

Palermo, 13 giu. - (Adnkronos) - "Mi dispiace dirlo, ma il Csm e' informato male sulla mancata cattura del boss latitante Matteo Messina Denaro. L'arresto del capomafia non sfumo' per un mancato coordinamento delle indagini, anzi al contrario, c'e' stato direi un eccesso di coordinamento. Noi per due anni abbiamo congelato un'indagine importante dell'agrigentino, proprio per potere svolgere le ricerche di Messina Denaro...". Cosi' il Procuratore aggiunto di Palermo, Vittorio Teresi, torna a parlare del procedimento aperto ieri dal csm nei confronti del Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, accusato, tra le altre cose, di avere fatto fallire la cattura della Primula rossa di Cosa nostra. "Intanto - spiega all'Adnkronos - voglio sottolineare che Messineo non e' affatto il responsabile del mancato arresto di Messina Denaro". A puntare il dito contro Messineo sono stati alcuni dei magistrati della stessa Procura di Palermo, secondo cui nel giugno del 2012 il superlatitante poteva essere arrestato, ma un blitz della Polizia aveva decapitato il mandamento dell'agrigentino, e in quell'occasione fini' in carcere anche Leo Sutera, boss dell'agrigentino, che da due anni era monitorato dai Ros dei carabinieri. Secondo il Ros Sutera era la chiave per arrivare a Messina Denaro, ma l'arresto - questa e' la loro versione - voluto da Messineo, avrebbe fermato la cattura del latitante. Sutera andava monitorato ancora e non arrestato, avevano detto. E il Procuratore aggiunto Teresa Principato aveva dato loro ragione. Su Sutera stavano lavorando anche i servizi segreti dell'Aisi. Dopo l'arresto di Sutera la Principato aveva scritto una lettera di fuoco al procuratore Messineo protestando per quel blitz dell'agrigentino, che avrebbe bruciato la pista del Ros. Di tutt'altro parere il Procuratore aggiunto Vittorio Teresi, che oggi spiega: "Nel 2009 - racconta Teresi - durante alcune indagini antimafia dell'agrigentino venne fuori che il mandamento si stava ristruttrando e a capo c'era il boss Leo Sutera". (segue)

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