(Adnkronos Salute) - Con questo fine e' stato avviato al Policlinico di Milano un nuovo ambulatorio cardiologico bilingue italo-cinese e uno studio, il primo di questo tipo, che si svolgera' in parallelo tra Milano e Shangai, sottoponendo pazienti cinesi, in Italia e in Cina, agli stessi esami clinici e strumentali, valutazioni dello stile di vita e delle abitudini alimentari. Obiettivo valutare il peso di fattori genetici e acquisiti. A questa iniziativa si aggiunge quella dell'Istituto Auxologico di Milano, in cui e' in fase di organizzazione una raccolta dati in collaborazione con quella del Policlinico, ampliandola ad altri parametri, sempre presso la comunita' cinese di Milano, come il monitoraggio della pressione arteriosa nelle 24 ore. Su questo si innesta inoltre il progetto di organizzare un servizio medico ad ampio respiro a supporto della comunita' cinese di Milano nell'ambito delle strutture dell'Auxologico. "Tutto cio' in collaborazione - commenta Gianfranco Parati, primario di cardiologia dell'Auxologico e docente di medicina cardiovascolare dell'universita' di Milano Bicocca - anche con le facolta' di medicina delle Universita' cinesi, i cui rappresentanti sono in questi giorni a Milano per il congresso della European Society of Hypertension (Esh 2013)". Parati parla di collaborazione con il Working group Esh su 'Low resource settings' che si occupa in particolare dello studio del rischio cardiovascolare in paesi in via di sviluppo, in rapporto alle modificazioni che si verificano quando membri di queste popolazioni si spostano in paesi, solitamente occidentali, con stili di vita completamente diversi. "Comprendere questi meccanismi - conclude - potra' fornire anche a noi italiani un valido aiuto nella lotta all'ipertensione, patologia che mette a rischio circa 12 milioni di persone su 61, piu' o meno un italiano su cinque".