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Trasporto pubblico urbano, nel 2011 decresce la domanda e cala l'offerta

Lazio, Bolzano e Liguria in testa per utilizzo mezzi pubblici
domenica 16 giugno 2013

7' di lettura

Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - Nel 2011 la domanda di trasporto pubblico, definita dal rapporto tra il totale dei passeggeri trasportati ogni anno dai diversi sistemi modali di trasporto pubblico urbano (autobus, tram, filobus, metropolitana, funicolare e vaporetti) e il totale dei residenti, è pari a 227,6 con un decremento dello 0,2% rispetto al 2010. L'eterogeneità territoriale è molto accentuata, con domanda più elevata nei grandi comuni del Centro-Nord (dove i valori sono quasi sempre superiori ai 200 passeggeri per abitante), ma anche in comuni del Mezzogiorno quali Cagliari e Napoli. Lo rileva il Focus Istat sulla Mobilità Urbana con i dati relativi al 2011. Ad emergere sono alcune significative differenze territoriali tra regioni: ad esempio, le città piemontesi e venete sono complessivamente poco orientate all'utilizzo del trasporto pubblico locale (ad eccezione dei capoluoghi di regione e, in particolare di Venezia, dove incide il peso della componente del turismo e si raggiungono i 673,2 passeggeri trasportati per abitante). Una bassa domanda caratterizza tutte le città di media e piccola dimensione demografica della Toscana, con le eccezioni di Pisa (116,2) e soprattutto di Siena (251,9 passeggeri trasportati per abitante), probabilmente da attribuire all'importante ruolo dei flussi turistici di questi capoluoghi. Tra i comuni di media dimensione demografica una domanda di trasporto pubblico locale elevata caratterizza Bergamo (oltre 250 passeggeri per residente), ma valori tra 100 e 200 passeggeri trasportati per abitante si riscontrano anche a Perugia e Ancona al Centro, Brescia, Trento, Bolzano e Parma al Nord. Nelle città del Mezzogiorno la domanda è nel complesso molto bassa, ad eccezione di Cagliari (230,9 passeggeri per abitante) e Napoli (227,3, un valore prossimo a quello medio nazionale). Taranto, Foggia e Andria in Puglia, Salerno, Reggio di Calabria, Siracusa e Sassari nelle Isole, non raggiungono i 90 passeggeri trasportati per abitante. In Sicilia, come nel Mezzogiorno, anche in presenza di buoni indicatori dell'offerta, i cittadini non sono soddisfatti dalla qualità del servizio. Nel 2011 la domanda di trasporto pubblico cresce più del 10% rispetto all'anno precedente a Trani, Frosinone, Chieti e Verbania, mentre in circa la metà delle città si contrae, con variazioni negative più accentuate (-15% o superiori) a Sondrio, Rovigo, Latina, Teramo, Potenza, Bari, Palermo e Tortolì. In calo anche l'offerta del trasporto pubblico locale: -3,9% i posti-km per abitante erogati dall'insieme dei mezzi e -5,4% i soli autobus, che rappresentano la più diffusa e consistente modalità del trasporto pubblico locale. Sono tuttavia in incremento i servizi offerti dalla metropolitana: la densità della rete cresce del 7,3% e quella delle relative fermate del 6,7%; la disponibilità di vetture che compongono i convogli aumenta del 5,1% e i posti-km per abitante offerti all'utenza dell'1,0%. L'offerta di infrastrutture viene espressa in termini di densità della rete (lunghezza in km delle reti di trasporto pubblico per 100 kmq di superficie comunale). Tra i comuni di maggiore dimensione demografica o centro di area metropolitana un'elevata offerta caratterizza, nel Centro-Nord, Firenze (522,2 km per 100 kmq), Trieste (416,6), Milano (387,0) e Genova (313,5), con picco a Torino (615). Una buona dotazione si rileva anche a Bologna e Padova (densità superiori ai 200 km per 100). Nel Mezzogiorno emergono per consistenza le reti di Napoli (393,8 per 100 kmq) e Cagliari (411,2), Bari e Palermo (superiori ai 200 km per unità di superficie). Nel 2011 Cosenza si conferma quale comune con la densità più elevata in assoluto a livello nazionale (quasi 900 km per 100 kmq), interamente attribuibile alla rete di autobus che collega il centro abitato con numerose frazioni distribuite all'interno del territorio comunale. La densità media della rete di autobus è nel complesso dei comuni capoluogo di provincia pari a 117,3 km per 100 kmq di superficie comunale, stabile rispetto all'anno antecedente. Aosta (608,0 km per 100 kmq) segue Cosenza nell'ordinamento delle città per densità della rete. Tra i comuni di maggiori dimensioni demografiche si superano i 500 km per unità di superficie a Torino (546,2) e Firenze (507,8). I 37 capoluoghi con densità superiori ai 200 km sono concentrati nel Nord-ovest e nel Sud, più basse densità caratterizzano la maggior parte dei capoluoghi delle Isole, soprattutto Lanusei (21,9 km per 100 kmq), Iglesias (21,2), Trani (19,6) e Caltanissetta (18,5). Milano è il comune con la più alta densità di tranvie e di rete della metropolitana (rispettivamente 88,3 e 29,5 km per 100 kmq); mentre la rete tranviaria non subisce modifiche nel 2011 in nessun comune, la rete della metropolitana cresce a Milano, Napoli e Torino. Cagliari conserva il primato della rete di filovie (43,2 km per 100 kmq) stabile rispetto al 2010, mentre la rete di questa tipologia di trasporto si incrementa in due capoluoghi emiliani (Modena e Parma); infine Bolzano presenta più chilometri di funicolare per 100 kmq di superficie (9,6), stabile in tutti i capoluoghi che la includono tra le proprie dotazioni di trasporto pubblico locale. Per quanto riguarda la disponibilità di vetture di trasporto pubblico, il 2011 presenta una dotazione media riferita ai capoluoghi di provincia di 10,4 vetture ogni 10 mila abitanti, in leggero calo (-0,5%) rispetto al 2010. Milano primeggia tra i comuni di maggiore dimensione con 21,9 veicoli ogni 10 mila abitanti, seguita da Cagliari (20,6), Torino (15,9), Firenze (13,8) e Trieste (13,6). Tra i primi 30 comuni per dotazione del parco veicolare in rapporto alla popolazione, 20 sono del Nord, solo 5 del Mezzogiorno. Tra i comuni dove l'offerta è molto ridotta, più della metà sono del Mezzogiorno. Gli incrementi del numero di mezzi più consistenti rispetto al 2010 si rilevano a Rieti, Pescara e Potenza, al contrario in 65 capoluoghi la dotazione è in calo, con le contrazioni più consistenti a Ravenna, Forlì, Matera, Salerno, Trapani, Vercelli (tutte comprese tra -12 e 20%) e Ragusa (-25%). Il Focus rileva che nel 2011, in Italia, circa un quarto dei residenti di 14 anni e più dichiara di utilizzare il trasporto pubblico locale (autobus, filobus e tram); di questi, poco meno della metà (12 persone su 100) dichiara di utilizzarlo tutti i giorni o qualche giorno a settimana. Se il Nord si caratterizza per un utilizzo dei mezzi pubblici superiore alla media nazionale (con un'incidenza di persone che vi ricorrono pari circa al 29% nel Nord-ovest e al 26% nel Nord-est), nel Mezzogiorno la fruizione scende intorno al 17%. Gli elevati valori registrati dal Centro (31,4%) dipendono dal Lazio. In questa regione (42,0%), nella provincia autonoma di Bolzano (45,9%) e in Liguria (46,0%) si rilevano le quote più consistenti di popolazione che dichiara di ricorrere al trasporto pubblico locale. Al contrario, in Puglia, Basilicata e Calabria l'utilizzo raggiunge valori di poco superiori al 10%. Ed ecco quali sono le criticità dell'offerta secondo i cittadini: attesa alle fermate (che soddisfa molto o abbastanza solo 39,4 utenti su 100), pulizia delle vetture (42,1%) e costo del biglietto (41,3%). Incontrano maggior favore, velocità e frequenza delle corse (soddisfatti, rispettivamente, circa 64 e 56 utenti su 100), la possibilità di collegamento tra le diverse zone del comune (56,1%) e la comodità degli orari (55,4%). Ad essere più soddisfatti sono i cittadini del Nord-est (soprattutto nelle province autonome di Trento e Bolzano e del Friuli-Venezia Giulia), e della Valle d'Aosta; meno soddisfatti nel Mezzogiorno, con Sicilia e Campania in fondo alle graduatorie di gradimento e Lazio, Calabria e Puglia con un apprezzamento limitato. Meglio l Molise e la Basilicata. Nei grandi centri metropolitani il ricorso al sistema pubblico di trasporti raggiunge livelli più elevati della media nazionale sia in termini di quote di fruitori (67,6% della popolazione) sia per frequenza di utilizzo (il 37,7% degli utenti vi ricorre tutti i giorni o più volte alla settimana). Percentuali che diminuiscono al decrescere della dimensione demografica: nei comuni più piccoli (fino a 2.000 abitanti) rispettivamente fino al 7,5 e 3,3%. E anche le opinioni degli utenti si differenziano: meno soddisfatti i residenti nei comuni periferia delle aree metropolitane e nei comuni che ne costituiscono i poli centrali, più felici gli abitanti dei comuni di piccola o media dimensione. Il Focus Istat sottolinea che nei comuni centro delle aree metropolitane, la quota di cittadini soddisfatti della pulizia delle vetture è pari al 30%, della possibilità di trovare posti a sedere è pari al 34,7%, della puntualità al 39%, della frequenza e velocità delle corse al 48,7 e 51,9%. Comodità dell'attesa alle fermate e costo del biglietto soddisfano circa 4 cittadini su 10; orari e possibilità di collegamento tra soddisfano poco più della metà. Per questi ultimi aspetti però sono i comuni delle periferie delle aree metropolitane a registrare l'incidenza più bassa di popolazione soddisfatta: poco più di 30 utenti su 100 per comodità delle fermate e costi del trasporto e poco più di 45% per i collegamenti tra zone del comune e la comodità degli orari. Più soddisfatti i cittadini dei comuni di medie e piccole dimensioni. I residenti dei comuni fino a 2000 abitanti si collocano in cima alla graduatoria di gradimento per oltre la metà degli aspetti considerati: velocità delle corse (con l'80,9% di soddisfatti), puntualità (75,1%), possibilità di trovare posto a sedere (74,2%), frequenza delle corse (61,5%), comodità dell'attesa alle fermate (56,7%) e costo del biglietto (53,7%). I grandi centri del Nord presentano tassi di utilizzo del mezzo pubblico quasi doppi rispetto a quelli del Mezzogiorno (79%contro 49,3%) e una qualità percepita dell'offerta considerevolmente più elevata rispetto agli utenti di tutte le altre ripartizioni. Le caratteristiche che soddisfano meno della metà degli utenti dei centri metropolitani settentrionali sono la pulizia delle vetture (36,9%), la possibilità di trovare un posto a sedere (43,5%) e il costo del biglietto (44,4%), ma anche per questi aspetti il gradimento è più diffuso rispetto a quello rilevato nelle altre ripartizioni. L'unica eccezione è rappresentata dal costo del biglietto che, nel 2011, trova soddisfatti circa 55 utenti su 100 nei comuni metropolitani del Centro, dove invece la soddisfazione più contenuta (meno di un terzo degli utenti) riguarda la comodità di attesa alle fermate, la puntualità e la pulizia delle vetture. Nel Mezzogiorno le quote di soddisfatti nei grandi centri urbani sono sempre molto basse: poco meno di un terzo degli utenti per la possibilità di collegamento tra zone diverse del comune, mentre solo poco più di un fruitore su quattro esprime soddisfazione per frequenza e velocità delle corse e comodità degli orari, e meno di uno su cinque per tutti i rimanenti aspetti del servizio.

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