Reggio Calabria, 14 giu. (Adnkronos) - "L'intervento della magistratura nelle amministrazioni e' problematico. Incide nella separazione dei ruoli e non deve sconfinare nella supplenza della magistratura in certi contesti". Il sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo, e' intervenuto questa mattina a un convegno promosso dall'Aiga sul tema delle "Azioni di contrasto alle infiltrazioni della 'ndrangheta nella P.A. e nei circuiti economici locali" precisando che l'intervento della magistratura segue l'inerzia della politica quando non "interrompe la spirale" delle connivenze e delle infiltrazioni. "Io sono a Reggio Calabria dal 2006 -ha spiegato- e in questi anni le notizie di reato che hanno consentito accertamenti per reati contro la pubblica amministrazione sono rarissime". Lombardo ha illustrato un ragionamento che non prescinde dalla responsabilita' degli amministratori e ha parlato dell'istituto dell'autodenuncia come primo passo per intervenire in tempo sul rischio delle infiltrazioni e delle connivenze con il malaffare. "L'omessa denuncia -ha affermato- diventa sintomo di contributo e questo equivale al reato del concorso esterno". I dialoghi pericolosi registrati tra politici e 'ndranghetisti nel corso di alcune indagini sarebbero dovuti essere denunciati perche' e' come "un attentato a pubblico ufficiale", ha detto ancora Lombardo secondo il quale "il politico che riceve la promessa di un pacchetto di voti da uno 'ndranghetista dovrebbe subito denunciare quanto si e' materializzato davanti ai propri occhi".