Citta' del Vaticano, 15 giu. - (Adnkronos) - Dobbiamo convincerci che "la vita cristiana non e' una terapia terminale". E' il monito di Papa Francesco nel corso della omelia tenuta nella quotidiana messa celebrata a Santa Marta. "Chiediamo al Signore -ha detto Bergoglio- che ci sia questa premura per annunciare Gesu', ci dia un po' quella saggezza cristiana che nacque proprio dal suo fianco trafitto per amore. Anche ci convinca un poco che la vita cristiana non e' una terapia terminale: stare in pace fino al cielo... no -ha detto il Papa-, la vita cristiana e' sulla strada, nella vita. L'amore di Cristo ci possiede ma ci spinge, ci preme, con questa emozione che si sente quando uno vede che Dio ci ama". La messa, come riferisce la Radio vaticana, e' stata concelebrata con il cardinale cinese Joseph Zen Ze Kiun, con il nunzio apostolico Justo Mullor e i vescovi Luc Van Looy di Gent nel Belgio, Enzo Dieci, ausiliare emerito di Roma e Antonio Santarsiero di Huacho, in Peru'. Nella sua omelia, il Pontefice ha inoltre spiegato che "la vera riconciliazione e' che Dio, in Cristo, ha preso i nostri peccati e lui si e' fatto peccato per noi. E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non e' che diciamo il peccato e Dio ci perdona. Non e' quello. Noi troviamo Gesu' Cristo e gli diciamo, 'questo e' tuo e io ti faccio peccato un'altra volta'. E a lui piace quello, perche' e' stata la sua missione: farsi peccato per noi, per liberare a noi".