Cagliari, 16 giu. - (Adnkronos) - Ancora un riconoscimento internazionale per la reggia nuragica di Barumini (Cagliari), scoperta nel 1951 dall'archeologo e accademico dei Lincei Giovanni Lilliu, l'uomo "del paese", quello studioso riconosciuto dalla comunita' scientifica internazionale, che proprio a Barumini nacque nel 1914 e gioco' sin da bambino in quella brulla collina della Marmilla che ricopriva con 30 metri di detriti l'imponente costruzione edificata, tra il secolo XVII a.C. e il XIII a.C., in blocchi di basalto. Fu la sua curiosita', riprendendo le leggende del paese, i racconti delle nonne che venivano tramandati oralmente nelle lunghe notti invernali, a fargli credere, dopo la laurea e la specializzazione in archeologia all'Universita' di Roma, che valeva la pena scavare quella collina. E ci fece lavorare, come fratelli, i suoi amici d'infanzia, coinvolgendoli nello scavo e nelle scoperte che rivoluzionarono le teorie nuragiche fin allora esistenti. E contribuendo ad alleviare le sofferenze economiche del paese, allora misero centro agricolo e pastorale, e trasformandolo in una meta turistica conosciuta in tutto il mondo. E nel 1997 arrivo' il riconoscimento dell'Unesco, che dichiaro' la reggia patrimonio dell'umanita'. E' stato presentato mercoledi' scorso il catalogo "I Territori delle eccellenze", curato dall'Associazione Province Unesco Sud Italia. E' stato il presidente della provincia del Medio Campidano, Fulvio Tocco, ad aver sollecitato al presidente dell'Associazione, Nicola Bono, la realizzazione dell'evento nel territorio "al fine di mantenere i riflettori accesi sull'unico sito Unesco della Sardegna e sui beni culturali qui presenti, che in un periodo di crisi socio economica necessitano di promozione e visibilita' per essere apprezzati da un pubblico piu' vasto". (segue)