(Adnkronos) - "Le recenti ricorrenti serie di dissesti sono conseguenza di un incremento di vulnerabilita' del territorio dovuti a fattori atmosferici e geologici, ma anche di quella accelerazione economico-urbanistica che ha portato a costruire dove per millenni si sapeva non esser saggio farlo. Non sempre pero' - commenta la presidente dei geologi toscani - e' sensato, anche economicamente, cercare come troppe volte si fa, soluzioni tecnologico ingegneristiche ad elevato costo per rabberciare situazioni idrogeologicamente insostenibili". "Prima di ogni tentativo di messa in sicurezza - aggiunge - sarebbe ragionevole stimare economicamente beni ed attivita' a rischio, e se per salvarli bisogna spendere dieci o cento volte il loro valore, avere il coraggio di decidere una rilocalizzazione, piuttosto che una messa in sicurezza che non poche volte si limita a spostare il rischio ad altre aree, magari di competenza di un'altra amministrazione". "La regola in fondo e' semplice: quanto piu' si siano modificate le dinamiche naturali del territorio quanto piu' bisogna preventivare di spendere per evitare o rimediare effetti collaterali indesiderati. La valutazione preventiva del rischio sostenibile e' l'unica opzione che consente agli amministratori pubblici di non attentare a beni ed incolumita' degli abitanti e dei loro eredi. Quella del rischio sostenibile e' una cura lenta, ma anche l'unica in grado di ridurre con certezza i costi della gestione del territorio e senza imbarbarirsi. La Toscana, parte da una situazione sicuramente migliore di tante altre aree europee e nazionali, e puo' vincere questa sfida, ma deve scegliere: o un bollettino di guerra ad ogni temporale, o una vigilanza continua, anche quando non piove", conclude Fagioli.