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Cultura: Gualazzi, Urbino Capitale 2019? Un angolo di paradiso per Europa

domenica 17 novembre 2013

2' di lettura

Roma, 14 nov. (Adnkronos) - Raphael Gualazzi lancia la volata a Urbino capitale Europea della Cultura del 2019. Ad un giorno dalla presentazione, domani al Mibact, dei risultati ufficiali della preselezione, da 4 a 6 città selezionate su 21 partecipanti, il pianista urbinate spezza una lancia a favore della candidatura della sua città, ricordandone le grandi doti storiche e culturali. "Urbino capitale europea della cultura - racconta all'Adnkronos- sarebbe come un piccolo angolo di paradiso per tutta la cultura europea". Un'attribuzione che, in un certo senso, alla città marchigiana spetta di diritto alla luce del ruolo fondamentale che la sua corte ha svolto, durante l'epoca di Federico II da Montefeltro, duca di Urbino dal 1474 fino alla sua morte, avvenuta nel 1482. "Urbino -ricorda Gualazzi- ha rappresentato uno snodo determinante per gli eventi storico-politici del Rinascimento. La corte del Duca Federico, che si circondava di grandi artisti e di poeti all'avanguardia per i tempi, è stato uno dei punti di riferimento per tante corti italiane di quel periodo.Grandi artisti, da Piero della Francesca a Raffaello Sanzio, passando per Francesco di Giorgio Martini, hanno partecipato a questa magnifica corte". Gualazzi, impegnato in questi mesi nel 'Happy Mistake Tour', che farà tappa domani a Roma, all'Auditorium Conciliazione, sabato a Bergamo e il 3 dicembre a Milano, insiste sui vantaggi che Urbino potrebbe ottenere qualora fosse scelta come capitale Europea della Cultura del 2019. "Tornerebbero a vivere -sottolinea- le grandi radici storico-culturali della città. Sarebbe una buona occasione, inoltre, per sensibilizzare le autorità regionali e statali rispetto alle infrastrutture di collegamento con le altre città, dal momento che Urbino non è unita al resto del centro Italia da una buona rete di trasporti". Il pianista, che lo scorso 5 novembre è tornato nella sua città, dove si è esibito al teatro Sanzio, riscuotendo un forte successo, aggiunge che "potrebbe essere rinnovato il festival jazz storico che, fino al 1996, era presente ad Urbino e che poi si è spento". Un legame indissolubile, quello di Gualazzi con la sua città."Non mi sono mai staccato da Urbino -afferma- perché l'ho sempre portata dentro il cuore, in qualsiasi posto sia andato a suonare. Urbino fa parte del mio patrimonio genetico". (segue)

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