Milano, 4 feb. (Adnkronos) - Il Comune di Milano, "pur essendosi dichiarato in una precedente operazione 'operatore qualificato', non aveva, con tutta evidenza, una caratura finanziaria e commerciale tale da garantire la corrispondenza tra tale dichiarazione e la realtà: le banche, quindi, avrebbero dovuto rendersi conto di tale situazione e non approfittarsene". E' uno dei passaggi delle motivazioni del processo sui derivati scritte dal giudice di Milano Oscar Magi. Il giudice evidenzia, inoltre, che gli istituti bancari "non hanno rispettato le norme ed i principi Fsa previsti a protezione dei clienti che non siano classificabili come 'market counter party', e cioè controparti di mercato con uguale esperienza commerciale e finanziaria" e in particolare "sono state disattese le norme che prevedono una adeguata informazione al cliente anche in considerazione della esistenza (indubitabile) di un evidente conflitto di interessi tra le banche stesse identificate come 'arrangers' o 'advisors' del cliente e, nello stesso tempo, controparti del medesimo".