Roma, 7 feb. (Adnkronos) - Giro' film hard all'interno del suo allevamento di cani. Per questa ragione un allevatore di Bolzano, Christian G., e' stato condannato in Cassazione per maltrattamenti. In particolare, la Terza sezione penale, sentenza 5979, ha fatto presente che anche se nel nostro ordinamento il codice penale non contempla il reato di 'zooerastia' o 'zoopornografia', le sevizie sessuali vanno ricomprese nel reato di maltrattamenti "non potendo esservi dubbio - spiega la Suprema Corte - sulla assoluta contrarieta' di una simile condotta alle caratteristiche etologiche del cane". Del resto, osserva ancora la Cassazione, cio' che pesa nei delitti contro gli animali e' proprio la "compassione suscitata agli occhi dell'uomo dall'animale maltrattato". Ribadita in questo modo la linea della Corte d'appello di Bolzano secondo la quale il sesso con animali rientra nelle forme di maltrattamento. La condanna a due anni di reclusione inflitta all'allevatore dovra' tuttavia essere rivalutata in un appello bis, relativamente al capo di imputazione sulla sostituzione di persona per la vendita di cani sul web.