CATEGORIE

La società civile sottoscrive e lancia il 'Manifesto per un'economia sociale'

Quaranta le personalità in prima linea
domenica 10 febbraio 2013

3' di lettura

Milano, 8 feb. - (Adnkronos) - Esponenti della cooperazione sociale, dirigenti del commercio equo e solidale, promotori della finanza etica, rappresentanti dell'ambientalismo, del consumo critico, del volontariato. Sono 40 le personalità della società civile italiana a sottoscrivere e lanciare "Per un'economia sociale. Idee e persone per un'Italia sostenibile", il manifesto che contiene richieste da sottoporre alle forze politiche in vista della prossima legislatura. Al centro del manifesto, presentato a Milano da Emanuele Patti, portavoce del Forum del Terzo Settore Milano, don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità, l'antropologo Vittorio Rinaldi, vicepresidente di Altromercato e Giorgio Dal Fiume, presidente di World Fair Trade Organization Europe, la riscoperta del mutualismo e della cooperazione, la valorizzazione del capitale sociale, i beni comuni, il welfare territoriale, un nuovo regionalismo europeo e nuove partnership tra enti pubblici, non profit e aziende socialmente responsabili in funzione della creazione di lavoro e della valorizzazione dell'ambiente. Le proposte puntano allo sviluppo locale e al governo del territorio, ma richiedono quadri normativi nazionali e leggi di stabilità finanziaria di segno ben diverso da quello corrente. Al primo punto dell'agenda politica, il Manifesto propone di inserire i temi dell'inclusione sociale e della protezione di lavoratori precari e disoccupati attraverso una politica a favore della redistribuzione dei carichi fiscali, con lo spostamento sui grandi patrimoni e sulle rendite finanziarie dei costi del riequilibro del disavanzo dei conti pubblici e l'applicazione di un reale sistema di progressività dei prelievi fiscali in relazione alla fascia di reddito. Il Manifesto chiede quindi una strategia di copertura del debito pubblico basata su rilancio dei fattori di coesione sociale, lotta all'evasione fiscale, razionalizzazione degli sprechi burocratici, aumento di efficienza e produttività dell'amministrazione pubblica, valorizzazione del patrimonio pubblico e rilancio delle potenzialità imprenditoriali nazionali. Sul fronte lavoro, il manifesto è a favore di una semplificazione della contrattualistica esistente a favore di un lavoro ragionevolmente stabile nel tempo. Cooperative sociali, finanza etica, commercio equo e solidale, dell'housing sociale, produzioni agricole biologiche le forme economiche da valorizzare, insieme con il recupero del ruolo strategico degli enti locali che devono poter disporre delle risorse necessarie per implementare opere pubbliche, servizi e programmi di promozione dell'innovazione, in una logica di welfare territoriale. Il progetto dell'economia sociale di territorio, però, di una revisione del sistema commerciale e finanziario mondiale che va dalla regolamentazione degli scambi di borsa alla tracciabilità dei movimenti dei capitali, dalla democratizzazione dell'informazione alla lotta corruzione e alle mafie, dalla lotta al sottosviluppo alla difesa attiva dei diritti umani. Prioritaria anche la transizione verso tecnologie e modi di produzione improntati alla sostenibilità ecologica. Sì quindi alla raccolta differenziata, alla promozione del risparmio energetico, al contenimento dello sfruttamento delle risorse non rinnovabili, al riutilizzo delle merci alla fine del loro ciclo di vita, alla tutela della biodiversità e dei beni comuni, alle energie alternative, alle produzioni locali e le coltivazioni biologiche, agli allevamenti non inquinanti. Per questo, dovrebbero rientrare nell'agenda del nuovo modello economico una serie di norme legislative volte a incentivare i comportamenti più socialmente ed ecologicamente responsabili, attuati da imprese, enti pubblici e consumatori. Devono rientrare in una strategia quadro di sostenibilità anche le politiche di lotta ai traffici delle eco-mafie, la difesa del paesaggio dall'invasione della cementificazione e in generale la valorizzazione dell'ambiente come motore di ripresa economica. "Che si tratti di paesaggi naturali, urbanistici, architettonici o artistici, in tutti i casi i paesaggi vanno mantenuti, curati e attentamente gestiti. In funzione del godimento della loro bellezza intrinseca, ma anche in funzione del sostegno a un turismo che deve costituire un asse portante della ripresa economica nazionale", si legge nel manifesto. La via verso un nuovo modello di economia passa anche dalla rivalutazione complessiva del ruolo dell'agricoltura e dal sostegno delle produzioni di carattere familiare, delle piccole e medie aziende agricole, dei network di agricoltori a kilometro zero, dei soggetti dell'economia rurale che lavorano alla riproduzione dell'ambiente, alla socializzazione della ricchezza. Fondamentali le politiche industriali innovative e coerenti in settori come quelli dell'energia, della chimica verde, della metalmeccanica, dei trasporti, della logistica, dell'estrazione mineraria, delle nanotecnologie, delle tecnologie dell'informazione.

tag

Ti potrebbero interessare

"A Better Tomorrow Days": un confronto tra istituzioni, imprese e cittadini sui grandi temi dell'attualità

Senato e Camera dei Deputati, maggioranza e opposizione, Parlamento europeo e Regione Lazio. Venerdì sera, a San ...

Intelligenza Artificiale, il rischio è un’Italia a due velocità

Confindustria e Nomisma lanciano AI.DEA – Forum di Varignana per definire una strategia condivisa sul futuro dell&...

Pier Silvio Berlusconi: "RadioMediaset è nata dieci anni fa, oggi è la realtà leader del settore in Italia"

A dieci anni dalla nascita del polo radiofonico del Gruppo Mediaset (1° luglio 2016), i dati Audiradio del secondo t...

Dalle valli ai laghi, il cicloturismo riscrive la mappa della Lombardia

C'è una Lombardia che si scopre soltanto a un ritmo diverso, quello scandito dai pedali. Non le solite mete d...