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Pantelleria tra le sei icone naturali minacciate dai combustivili fossili

A lanciare l'allarme è il Wwf internazionale
domenica 27 ottobre 2013

3' di lettura

Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - L'Isola siciliana di Pantelleria tra le sei icone di natura minacciate da petrolio, carbone e gas. A lanciare l'allarme è il Wwf internazionale che tra i paesaggi spettacolari minacciati dalla costruzione di piattaforme petrolifere, include anche il Gran Lago degli Orsi in Canada, l'isola di Palawan nelle Filippine e, come specie, i narvali, la tartaruga verde e la balena grigia. Per scongiurare il pericolo il Wwf Italia ha avviato quest'estate la campagna "Sicilia: il petrolio mi sta stretto" con l'obiettivo di creare una nuova area protetta a Pantelleria, l'unica isola del Canale di Sicilia a non essere tutelata. La campagna contro le trivelle diventa quindi internazionale e lancia un ultimo appello a firmare: fino al 24 ottobre si può dire no al petrolio nel Canale di Sicilia e unirsi al coro di Luca Zingaretti, dei velisti della Sagola Biotrading che stanno regatando intorno alla Sicilia per la Rolex Cup Middle Sea Race portando i messaggi della campagna, e dei 35.000 italiani che hanno già firmato la petizione su www.wwf.it/ilpetroliomistastretto. Secondo un recente rapporto del Wwf, con le fonti energetiche rinnovabili è possibile fornire tutta l'energia del mondo entro il 2050 superando i combustibili fossili. Per questo il Wwf ha avviato a livello globale la campagna "Seize your power, riprenditi l'energia" (www.wwf.it/riprenditilenergia) per chiedere alle istituzioni finanziarie e ai governi del mondo di non investire più nelle energie fossili, ma in efficienza e rinnovabili, e in questi giorni sta diffondendo sul web le immagini delle sei icone di natura che i fossili mettono a rischio. Le sei icone scelte dal Wwf internazionale come simbolo della natura minacciata dai fossili sono la tartaruga verde, che non sa evitare le aree dove le piattaforme petrolifere generano fuoriuscite routinarie di petrolio e continua, quindi, ad alimentarsi in acque inquinate, ingerendo sostanze tossiche rilasciate nell'ambiente a causa di sversamenti e perdite, con gravi conseguenze come danni al fegato, carenza delle difese immunitarie e anemia. La regione del Gran Lago degli Orsi in Canada, dove un nuovo oleodotto attraverserà la foresta pluviale costiera tagliandola in due e trasportando bitume tossico attraverso centinaia di corsi d'acqua incontaminati, mentre le petroliere dovrebbero navigare lungo le acque costiere per trasportare il bitume, in una zona difficile da raggiungere nel caso di incidente. I narvali, cetacei famosi per il loro caratteristico rostro, un dente che protrude frontalmente nei maschi, la cui sopravvivenza dipende dalla qualità e dalla permanenza del ghiaccio marino: depositandosi sui ghiacci il carbone ne riduce la riflettività, viene trattenuto maggiore calore solare e si accelera la fusione. Le ultime balene grigie del Pacifico nord-occidentale, minacciate dalla costruzione di una nuova piattaforma petrolifera nella loro area di alimentazione estiva, nell'estremo oriente russo, che le pressioni del Wwf e delle altre associazioni ambientaliste sono riuscite a bloccare almeno fino al 2020. Palawan, isola delle Filippine nel cuore del Triangolo dei Coralli che ospita il 40% delle specie di pesce e il 75% delle specie di coralli del mondo, un ecosistema dove si sta pensando di creare una centrale elettrica a carbone, nonostante i rischi per la barriera corallina, i pescatori locali e specie anche rare. E poi c'è Pantelleria, la 'perla nera del Mediterraneo', connubio di montagne e spiagge rocciose. La sua particolare posizione geografica tra Europa e Africa ne fanno un punto di passo per tutti gli uccelli migratori che si spostano tra queste Terre, fenicotteri cicogne, falchi aquile di provenienza asiatica. Nel suo mare vi sono tartarughe marine, balenottere, mobule (ovvero le mante del Mediterraneo), tonni e pesci di ogni tipo. Tre piattaforme petrolifere sono attualmente attive nel Canale di Sicilia, con una produzione media annua di 280.000 tonnellate di petrolio greggio estratto dai 35 pozzi, ma è stata concessa autorizzazione per esplorare la presenza di petrolio sotto il fondo marino e in diversi siti lungo la costa di Pantelleria.

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