Roma, 22 ott. - (Adnkronos) - Dal vino alle biotecnologie, passando per il cibo sano e la gestione delle foreste. E' boom delle nuove professioni verdi e sono tante le offerte del settore. Per cogliere al volo le occasioni però è necessario avere un "curriculum green" attraverso un percorso formativo ad hoc, come quello del Dipartimento per l'Innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (Dibaf, www.dibaf.unitus.it) dell'Università degli Studi della Tuscia (Viterbo) che offre cinque corsi di laurea, tre triennali in Biotecnologie; in Tecnologie alimentari ed enologiche; in Scienze forestali e ambientali e due corsi biennali di laurea magistrale in sicurezza e qualità agro-alimentare e in Scienze forestali e ambientali. Si tratta di lauree che, a quattro anni dalla loro istituzione, stanno realizzando un alto tasso di occupazione: un laureato su due trova infatti lavoro entro l'anno del conseguimento della laurea, grazie allo stretto legame tra percorsi didattici del Dibaf e il mondo delle imprese, degli Enti pubblici territoriali, delle strutture di ricerca e del mondo delle professioni e a una preparazione tecnica e professionale altamente qualificata. Questa qualità della didattica ha avuto anche un riconoscimento "ufficiale". Nel rapporto Anvus sulla qualità della ricerca delle Università italiane, l'Università della Tuscia, racconta Giuseppe Scarascia Mugnozza, direttore del Dibaf, "si piazza al primo posto in Italia tra le Università di medie dimensioni proprio per il settore agro-alimentare e forestale, con il contributo decisivo del Dibaf, che infatti risulta primo per la qualità dell'attività scientifica svolta dai propri docenti e ricercatori, tra tutti i sette dipartimenti dell'ateneo. Anche a livello nazionale il Dibaf ottiene una valutazione lusinghiera risultando quarto su oltre settanta dipartimenti di agraria e biotecnologie di tutte le Università italiane, comprese quelle di maggiori dimensioni e di tradizione molto più antica dell'ateneo viterbese". I dati confermano questo trend positivo per le nuove professioni: nel solo settore agroalimentare e forestale nel primo trimestre del 2013 c'è stato un aumento di occupazione del 9% per gli under 35; nel settore enologico l' occupazione, pur in un momento di crisi, è salita del 2,6% e sei nuovi esperti di vino su dieci vengono occupati a soli tre mesi dalla laurea; l'industria alimentare, il secondo settore produttivo del paese, investe in sicurezza dei cibi 2 miliardi l'anno e impiega 60.000 addetti con numeri in aumento; sono 175 le che imprese operano nel settore del farmaco biotech con circa 6.800 occupati nel settore ricerca e sviluppo.