Lecco, 23 ott. - (Adnkronos) - Negli ultimi 50 anni la temperatura media globale è aumentata di 0,5°. Ma sulle Alpi, sulle montagne, è aumentata ancora di più: in alcuni casi di 1,5°. Ecco perché le montagne vengono definite "sentinelle" del cambiamento climatico: perché lassù arriva prima e lassù il caldo fa più male. Le montagne dovrebbero essere una delle prime preoccupazioni dei governi e dell'opinione pubblica ed essere prese a modello per comprendere gli effetti del global change. Ma non è così. Mancano i dati. Così dicono gli scienziati che si sono occupati del quinto rapporto dell'Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), uscito da Stoccolma nelle scorse settimane. In conclusione, le montagne rimangono lontane e sconosciute, al margine dei processi decisionali. Le conseguenze del cambiamento climatico in montagna mettono a rischio risorse da cui dipendono un numero enorme di persone. Secondo David Vaughan, docente della Cambridge University e uno dei lead coordinating authors del capitolo dedicato alla Criosfera del Quinto rapporto (AR5), "l'Himalaya è una delle aree di cui siamo poveri di dati. Abbiamo bisogno di validi campioni di molti ghiacciai e delle loro misurazioni. Vorremmo avere la possibilità di utilizzare più ghiacciai come termini di confronto". Ma "Le misure a terra sono ancora troppo poche, e di solito limitate a ghiacciai piccoli e non rappresentativi - spiega il glaciologo Georg Kaser, dell'Università di Innsbruck, co-autore del capitolo sulla criosfera del report Ipcc. Ricerche in questi luoghi "sono difficili e pericolose. Conosciamo troppo poco di queste realtà e da qui nascono gli errori nelle previsioni". "Il mondo cerca qualità e quantità di dati relativi alle regioni monta ma le organizzazioni che si occupano, come la nostra, di ricerca scientifica in alta quota sono poche. Più facile lavorare al mare, ma è dalla montagna che il nostro pianeta dipende per l'acqua e l'energia" spiega Riccardo De Bernardi, responsabile del Consiglio Scientifico del Comitato EvK2Cnr . È con questo spirito che prenderà il via mercoledì 23 ottobre la Conferenza scientifica Internazionale High Summit Lecco 2013 dedicata a Montagna e Cambiamenti Climatici. La manifestazione, organizzata da EvK2Cnr, in collaborazione con la Camera di Commercio, il Comune e il Polo territoriale di Lecco del Politecnico di Milano, ha come cuore una conferenza scientifica ospitata nella nuova sede del Politecnico lecchese a cui interverranno esperti di tutto il mondo, per fare il punto sulla situazione e produrre un documento di sintesi che verrà portato all'attenzione delle Nazioni Unite durante il prossimo Cop19. Durante la conferenza High Summit sarà ribadita la necessità ormai imprescindibile di ampliare le ricerche e le attività di monitoraggio dati in alta quota, campo in cui il Comitato EvK2Cnr lavora da vent'anni e grazie al quale è entrato a far parte dei maggiori programmi internazionali di enti come Unep, Wmo, Geo e Nasa.