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Droga: dai domiciliari gestiva traffico internazionale, arrestato

domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

Torino, 23 ott. (Adnkronos) - Gli arresti domiciliari non hanno impedito a B.M., calabrese di 70 anni residente in provincia di Milano, di continuare a gestire nel nostro Paese un traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Oggi gli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino gli hanno notificato l'ordinanza di custodia cautelare presso la sua abitazione di Rho, dove stava scontando la misura interdittiva domiciliare per reati della stessa natura. L'indagine è stata intrapresa un anno fa, a seguito dell'arresto di un corriere sudamericano, individuato dai finanzieri della Tenenza di Caselle Torinese sulla base di un'analisi di rischio elaborata incrociando i dati delle liste d'imbarco con le altre banche dati a disposizione del Corpo. Il 45enne aveva ingerito 98 ovuli contenenti cocaina purissima per un quantitativo di 1.100 grammi. Le indagini proseguite con pedinamenti ed appostamenti nonché ulteriori incroci di dati ed informazioni, hanno portato all'arresto in flagranza di reato di altri 4 corrieri di origine paraguayana sorpresi presso lo scalo aereo torinese nei mesi di settembre 2012 ed aprile 2013 con in corpo 221 ovuli di cocaina (circa 2.500 grammi). Da quanto accertato le persone arrestate facevano tutte capo all'uomo che, dalla sua residenza milanese, gestiva i traffici di droga dall'America Latina utilizzando numerose utenze telefoniche intestate a cittadini sudamericani. Quando i corrieri atterravano sul territorio nazionale, non dovevano preoccuparsi di nulla perché il 70enne predisponeva il necessario per il loro periodo di permanenza in Italia (solitamente una settimana) e per il loro rientro presso i Paesi di origine. L'operazione, denominata "FLY 85", dall'anno di nascita dei primi corrieri arrestati appartenenti all'organizzazione, ha permesso di sequestrare complessivamente circa 3,6 kg di cocaina (confezionata in 319 ovuli) del valore di circa 250.000 euro, 14 telefoni cellulari e banconote per 4.000 euro e 300 dollari americani. Si è proceduto anche al sequestro dell'autovettura del capo dell'organizzazione.

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