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Dagli incentivi ai sottoprodotti, proposte Fiper sulla Strategia Energetica Nazionale

Per l'indagine conoscitiva promossa da X Commissione Camera dei Deputati
domenica 27 ottobre 2013

3' di lettura

Roma, 23 ott. - (Adnkronos) - Promuovere l'energia termica da fonti rinnovabili, sviluppo del teleriscaldamento, fermare gli incentivi per la sola produzione di energia elettrica da biomasse legnose, attivazione di filiere energetiche e impiego dei sottoprodotti. Questi i 4 punti fondamentali della relazione presentata oggi dalla Fiper, federazione italiana produttori energia da fonti rinnovabili, in audizione alla X Commissione "Attività Produttive, Commercio e Turismo" della Camera dei Deputati, in relazione all'indagine conoscitiva sulla Strategia Energetica Nazionale e sulle sue problematiche attuali in materia di energia. Per puntare sulla promozione dell'energia termica, la Fiper propone al governo di incrementare dal 19% al 22% l'obiettivo 2020 per le rinnovabili termiche con particolare riferimento al teleriscaldamento, riducendo dal 37% al 31% l'obiettivo 2020 per le rinnovabili elettriche nella rivisitazione degli obiettivi della Sen. L'allocazione delle risorse attribuite attualmente alle Fer termiche, sostiene la Fiper, è insufficiente se comparate a quelle destinate al settore elettrico (900 milioni annui per conto termico a fronte 12,5 miliardi euro annui per Fer elettriche). La direttiva Ue sull'efficienza energetica è un segnale chiaro sulla volontà europea di puntare al risparmio energetico e invita gli Stati membri ad "adottare misure adeguate affinché infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e raffreddamento siano sviluppate e/o adattate allo sviluppo della co-generazione ad alto rendimento, al recupero del calore di scarto e da fonti di energia rinnovabili". Attualmente, sottolinea Fiper, il teleriscaldamento in Italia copre il 4% del mercato del calore civile, a differenza di Francia (8%), Germania (14%) e Danimarca (61%). Secondo Fiper, il teleriscaldamento potrebbe coprire il 20% del mercato del calore civile italiano, puntando sulla co-generazione e sull'impiego di fonti di energia rinnovabili. Lo studio Fiper "Potenziale di penetrazione del teleriscaldamento a biomassa legnosa in comuni non metanizzati" rileva che l'introduzione ex novo del teleriscaldamento a biomassa legnosa potrebbe riguardare 801 comuni (circa il 10% dei comuni italiani). Se si avviassero anche solo la metà degli impianti di teleriscaldamento a biomassa co-generativi dei potenziali 801, si potrebbe produrre calore per una potenza termica compresa tra 1.000-1500 Mw termici e una potenza elettrica di 200-400 Mw prodotti in co-generazione. Il valore dell'investimento si aggirerebbe tra i 2,5-4 miliardi di euro in cinque anni, questi impianti necessiterebbero dai 3 ai 6 milioni di tonnellate di biomassa legnosa annua, con un giro di affari tra i 180 e i 360 milioni di euro l'anno, garantendo per i prossimi 20-30 anni, un importo complessivo di circa 5-10 miliardi di euro e assicurando i posti di lavoro collegati alla filiera per lo stesso periodo. Fiper chiede inoltre al Governo di premiare i gestori di impianti che decidono di aumentare l'efficienza delle centrali di teleriscaldamento, attraverso il recupero e trattamento dei fumi per la produzione di energia elettrica, utilizzando al massimo l'energia producibile dalla biomassa legnosa. Si chiede poi al governo di eliminare o rimodulare gli incentivi che hanno prodotto rendite di posizione e distorto il corretto funzionamento del mercato di approvvigionamento delle biomasse legnose. In particolare si chiede l'eliminazione del coefficiente k=1,8 riconosciuto agli impianti che producono energia elettrica dall'impiego delle biomasse legnose, dissipando il calore prodotto o in alternativa il riconoscimento del medesimo a tutti gli impianti a biomassa in esercizio che attualmente non beneficiano dell'incentivo che ha avuto come effetto ulteriore l'aumento del prezzo della biomassa nell'ordine del 15-20%.

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