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Musica: Renzo Arbore, canto i grandi classici italiani in '...my American Way'

domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 23 ott. (Adnkronos) - "La lingua italiana ha degli handicap, e molti artisti italiani straordinari come Dalla, Battisti, De André non sono riusciti a farsi conoscere davvero dal pubblico americano per il problema della lingua. Io ho scavalcato il problema: canto nella loro lingua come vogliono loro pur di farle conoscere". Il progetto, tanto grandioso quanto perfettamente riuscito, non poteva che essere di Renzo Arbore: esce in questi giorni '...my American Way (ma con le classiche canzoni italiane...)', il nuovo progetto discografico dell'artista prodotto da Gazebo Giallo e Sony Music in collaborazione con Eataly. Quindici brani scelti personalmente da Arbore, tra cui 'E se domani (I know it's over), 'Anema e core' (How wonderful to know), 'Permette signorina' (Cappuccina), e 'Non dimenticar' (Don't forget), in cui l'artista mostra in pieno il suo lato da 'crooner' rileggendo in chiave jazz swing e in lingua inglese grandi classici della canzone italiana, e napoletana in particolare. "Il sound napoletano del dopoguerra -ha detto Arbore alla presentazione del disco- ha risentito moltissimo delle influenze americane. Un esempio per tutti è 'Anema e core': tanta melodia napoletana, la più struggente, la più romantica e sentimentale, con una declinazione da ballade americana. Un brano esemplare di canzone italiana che può arrivare al pubblico americano". Un progetto fortemente voluto e sostenuto da Oscar Farinetti, patron di Eataly, che ha sposato l'idea di promuovere le eccellenze non solo del cibo ma anche della musica e letteratura italiane negli Stati Uniti, vendendone i prodotti nei suoi punti vendita. La settimana scorsa, nel giorno del Columbus Day, ha organizzato una serata a New York con tanti ospiti per promuovere questo progetto, con 'guest star' Arbore e lo scrittore Alessandro Baricco. "Utilizzo sempre la metafora del Barolo -ha spiegato Farinetti- che all'inizio non piaceva agli americani. Poi, un gruppo di langaroli ha deciso di affinarlo in barrique per dargli un sapore a loro più gradito: da allora lo hanno conosciuto, amato ed ora non abbiamo più bisogno di 'barricarlo', lo amano e lo comprano così come è. La stessa cosa stiamo cercando di fare con la musica". (segue)

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