(Adnkronos) - Secondo gli inquirenti, Torello si sarebbe rivolto ai due arrestati, ritenuti in grado di riuscire nell'intento grazie alle loro conoscenze vantate in diverse sedi istituzionali. Uno di loro, in particolare, avrebbe contattato la dipendente amministrativa della Suprema Corte, "intrattenendo con lei vari e frequenti contatti al fine di reperire notizie e informazioni". Per le loro prestazioni Femia avrebbe versato ai due intermediari 100 mila euro e si sarebbe impegnato a versarne ulteriori 300 mila all'emissione della sentenza definitiva.Il provvedimento della Suprema Corte che invece annullava con rinvio la sentenza di condanna emessa in secondo grado, non aveva però soddisfatto Femia che, "con modalità intimidatorie, aveva cercato di rientrare in possesso dei 100 mila euro già versati", rifiutandosi di versare l'ulteriore cifra pattuita. Dalle indagini è inoltre emerso che i tre soggetti destinatari dei provvedimenti restrittivi avevano anche ricevuto un'ingente somma di denaro millantando la possibilità di influenzare il giudizio della Cassazione nei confronti di Raffaele Petrone, esponente legato alla Camorra campana, già condannato a 7 anni per tentato omicidio. La Suprema Corte aveva, però, rigettato il ricorso dell'imputato, "generando - sempre secondo gli inquirenti - una forte preoccupazione dei tre arrestati per possibili ripercussioni sulla loro persona".