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Più valore alla reciprocità, con la banca del tempo 20 mila ore l'anno scambiate

domenica 27 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 24 ott. - (Adnkronos) - Il tempo è denaro e per non sprecarlo esistono delle strutture ad hoc. Sono le Banche del Tempo, associazioni dove tutti i servizi si pagano mettendo a disposizione gratuitamente le proprie competenze. E così lezioni di cucina piuttosto che di informatica, ripetizioni scolastiche, baby sitting e cura di piante e animali non si pagano con i soldi ma ciascun socio mette a disposizione qualche ora per dare ad un altro socio una determinato servizio. Il risultato? "In un anno sono circa 20mila le ore scambiate. Solo a Roma sono 7-8mila". A parlare all'Adnkronos del valore della reciprocità, è Maria Luisa Petrucci, presidente dell'Associazione nazionale banche del Tempo Italiane che conta "circa 200 banche iscritte. In tutta Italia però sono circa 450". Le prime associazioni di questo tipo nacquero in Gran Bretagna intorno agli anni ottanta. L'associazione nazionale italiana, racconta Petrucci, "è operativa dal 2008 ed nata con l'obiettivo di fare rete e di radicare e diffondere questa pratica". In questi anni i risultati sono stati "ottimi" soprattutto al sud. Basti pensare che "in Sicilia le banche del tempo sono passate da 2 a 22 e la stessa cosa è accaduta in Puglia e in Campania mentre nel centro nord il fenomeno si è consolidato". In totale, "dalla nascita dell'associazione ad oggi, abbiamo 50 banche in più". Inoltre, "in questi anni è cresciuta anche la partecipazione dei giovani ma fanno ancora un po' fatica. Cresce l'interesse, tanto che sono molti i ragazzi che presentano tesi di laurea su questo tema, ma hanno più difficoltà a mantenere stabile il rapporto con l'associazione". Tra gli obiettivi futuri, dunque: "raccogliere tutte le tesi e coinvolgerle maggiormente i giovani". Ma chi è più predisposto allo scambio gratuito di tempo? "Il 67% delle persone associate è di sesso femminile, ma all'inizio dell'avventura la percentuale era del 98%". Segno che il gap tra uomo e donna si è significativamente ridotto. La fascia di età "va tra i 55 e 75 anni. Si tratta di lavoratori ma anche di pensionati e persone che hanno perso il lavoro che vengono alla banca del tempo per rendersi utili e non sentirsi esclusi". Oltre all'utilità del servizio, dunque, la Banca del Tempo offre anche un risvolto sociale e i valori che sono alla base di questa pratica, conclude il presidente dell'Associazione, "sono la reciprocità e lo scambio paritario, in quanto tutte le attività scambiate hanno lo stesso valore".

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