Firenze, 25 ott. - (Adnkronos) - Individuare strumenti e modalità che permettano di utilizzare e valorizzare le competenze di chi, in possesso o meno di un progetto migratorio, decide di venire a vivere in Toscana e, più in generale, in Italia. Ed inoltre accoglienza, accompagnamento ed inserimento di studenti stranieri in percorsi accademici e di ricerca e riconoscimento delle competenze acquisite una volta rientrati nel paese di origine. Si è discusso di questi temi stamattina all'incontro dal titolo "La presenza straniera qualificata in Toscana e in Italia nel contesto dell'Università e della ricerca e nel dibattito pubblico", organizzato dalla Regione Toscana nell'ambito di "Dire e Fare" alla Fortezza da Basso. "E' utile interrogarsi - ha detto l'assessore regionale al welfare Salvatore Allocca durante il suo intervento - sulle competenze possedute dagli immigrati che vengono a vivere da noi. Purtroppo l'economia italiana non utilizza e valorizza i cervelli: da un lato abbiamo i nostri, spesso costretti ad andare all'estero, dall'altro ci sono quelli che vengono da noi, per scelta o per altri motivi, e che non siamo in grado di trattenere. Oltre alla fuga dei cervelli, il brain drain, c'è anche lo spreco dei cervelli, il brain waste, che si ripercuote in termini negativi sia sulla nostra economia che su quella dei paesi di origine". "Oggi invece si è parlato di progetti interessanti - ha proseguito - che la Regione ha deciso di sostenere, realizzati in collaborazione con l'ateneo fiorentino ed un associazione di giovani, Icse e co., che promuovono invece il concetto di brain gain: il ritorno che un paese ottiene, in termini di rimesse ma anche di competenze una volta rientrati in patria". I progetti in questione per ora coinvolgono solo studenti albanesi ma l'obiettivo è di estenderli ad altre nazionalità. (segue)