Milano, 26 mag. (Adnkronos) - Milano sara' la 'Capitale globale del commercio equo 2015'. Lo ha deciso l'Organizzazione Mondiale del Commercio Equo (Wfto), che si sta svolgendo in questi giorni a Rio de Janeiro, in Brasile. "Siamo molto lieti che Milano sia stata nominata 'Capitale globale del commercio equo 2015', - ha dichiarato il Sindaco Giuliano Pisapia - un ruolo che sicuramente la citta' sapra' interpretare al meglio: scambi commerciali piu' equi, che riconoscano il giusto valore al lavoro svolto dai produttori di cibo e artigianato locale in tanti Paesi in via di sviluppo, rappresentano un fattore importante per il futuro dell'umanita' e costituiscono una tematica centrale per un'Esposizione universale dedicata al concetto di 'Nutrire il pianeta, energia per la vita'". "Nuovi modelli di consumo, piu' attenti all'origine e ai metodi di produzione del cibo -ha aggiunto Pisapia- aprono nuove prospettive di sviluppo e stanno gia' forgiando un'economia alternativa a un sistema palesemente in crisi. Per tutti questi motivi la nostra Amministrazione, per esempio, e' impegnata, al fianco delle famiglie, in un processo di ripensamento della ristorazione scolastica: siccome vogliamo mense piu' sensibili alla qualita' e alla provenienza degli ingredienti nei menu' di Milano Ristorazione abbiamo gia' introdotto prodotti del commercio solidale". "La carica di Milano come 'Capitale globale del commercio equo 2015' - ha commentato l'assessore al Commercio Franco D'Alfonso - rendera' ancora piu' ricco e interessante l'Expo e il cartellone di eventi del fuori Expo. Sono sempre piu' numerosi i milanesi sensibili alle questioni del commercio equo: esiste una rete capillare di Gas (Gruppi di Acquisto Solidale) che, da anni, sul nostro territorio praticano e diffondono una nuova 'cultura del fare la spesa' che non riguarda solo i prodotti alimentari ma ogni genere di acquisto. Grazie a questa nuova e sempre piu' diffusa attenzione Milano potra' avere un ruolo internazionale per diffondere e favorire un consumo piu' consapevole e responsabile". (segue)