(Adnkronos) - "L'inflazione - continua Sersale - è ancora assai bassa (Pce 1,1% contro 2% di target) e i segnali di un inversione di tendenza sono scarsi. Bernanke ha costruito la sua carriera criticando i giapponesi per aver rimosso anzitempo lo stimolo monetario, difficilmente vorrà rischiare di incorrere nello stesso errore. Resto dell'idea che agiranno a marzo, anche se un buon deal sul budget al congresso potrebbe, coeteris paribus, farli anticipare a gennaio. Peraltro, la reazione degli investitori alle ultime sorprese macro positive sta alimentando l'idea che il tapering sia già nei prezzi, e quindi non costituisca più una minaccia per gli asset". "Alcuni - aggiunge Sersale - si sono spinti a dire che, col rally di venerdi, i mercati abbiano inteso dire alla Fed 'agisci, noi siamo pronti'. Sicuramente 6 mesi di dibattito hanno prodotto negli investitori una certa assuefazione al tema. Ma, a mio modo di vedere, assuefazione non vuol dire immunità". "Il grafico che compara il bilancio Fed con l'S&P - conclude Sersale - segnala una stretta relazione tra le due variabili, e personalmente ritengo che, la necessità, per il mercato, di farsi carico nuovamente degli asset non più acquistati dalla Fed produrrà un effetto materiale, che dovrà essere controbilanciato da altre fonti di domanda (maggiore crescita, maggiori utili)".