Venezia, 13 dic. (Adnkronos) - Sono 35 mila gli iscritti all'Unione Italiana di Croazia e Slovenia; sono oltre 110, tra sindaci, assessori e consiglieri, gli amministratori appartenenti alla comunità italiana eletti alle recenti elezioni comunali e regionale in Istria; sono sette i milioni di euro che la Regione del Veneto ha investito dal 1995 a oggi per il recupero, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta presente nell'Istria e nella Dalmazia, realizzando oltre 400 progetti. Bastano questi pochi dati per far capire l'importanza e il ruolo delle comunità italiane nei Paesi della ex Jugoslavia, ma anche il forte legame storico e culturale, e non solo, che unisce il Veneto alle terre dell'altra sponda Adriatica. A illustrare e ribadire questo connubio sono stati oggi l'assessore regionale al bilancio e alla cooperazione, Roberto Ciambetti, e il presidente dell'Unione Italiana di Croazia e Slovenia, Maurizio Tremul, nel corso di un incontro svoltosi a Venezia, a Palazzo Balbi, sede della Giunta veneta. "E' sempre stato nel segno della concretezza il rapporto che la nostra Regione ha instaurato con l'Unione e più in generale con le comunità italiane d'oltre Adriatico - ha detto Ciambetti -. Ma se questa collaborazione è stata proficua soprattutto sul fronte culturale, della tutela dell'identità e della lingua, con l'entrata nell'Unione Europea dal luglio scorso della Republica Croata e con l'avvio del programma comunitario Italia-Croazia, si dischiudono nuovi e interessanti orizzonti di cooperazione in ambito economico. Come Regione del Veneto abbiamo chiesto all'UE di poter svolgere un ruolo di primo piano nell'attuazione del programma e crediamo di avere le carte in regola per essere protagonisti".(segue)