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Caserta: fabbrica cinese clandestina in seminterrato, sequestrata

domenica 15 dicembre 2013

2' di lettura

Caserta, 15 dic. (Adnkronos) - Un fabbrica di scarpe clandestina nascosto nel seminterrato di una villa è stata sequestrata dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casal di Principe, in collaborazione con quelli del Gruppo Tutela Lavoro di Napoli e Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta, che hanno denunciato il gestore per "violazioni alla normativa in materia di lavoro nonché igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro". Quando, nell'ambito di una serie di controlli, effettuati a capannoni e fabbricati in cui si nascondono attività artigianali irregolari, hanno fatto irruzione nella villa in via Vecchia Aversa, i carabinieri hanno trovato 5 cinesi intenti a confezionare scarpe. L'attività artigianale, gestita da una donna di nazionalità cinese di 31 anni, era priva di autorizzazione ed esercitata in totale difformità alla normativa di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro; all'interno dell'opificio erano presenti ben nove postazioni di lavoro, ricavate in uno spazio limitato, privo di finestre di areazione e di servizi igienici, con la presenza di numerosi materiali altamente infiammabili che arrecavano un grave rischio all'incolumità degli operai, privi di contratto di lavoro. Al gestore dell'attività sono state inoltre contestate 40 prescrizioni penali con sanzioni per un importo complessivo di euro 224.460,80, elevate sanzioni amministrative per l'importo complessivo di euro 19.250,00 e recuperati contributi e premi assicurativi per euro 10.000,00. Il locale seminterrato adibito a "opificio clandestino" è stato sottoposto a sequestro preventivo. Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a verificare il ruolo di eventuali altri soggetti interessati alla gestione dell'attività, oltre alla donna già denunciata. Nell'ultimo anno i carabinieri della Compagnia di Casal di Principe, nel corso di attività analoghe, hanno rinvenuto e sottoposto a sequestro complessivamente ben 4 opifici clandestini tutti gestiti da cittadini cinesi.

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