Arezzo, 10 ott. - (Adnkronos) - La vicenda che ha portato oggi al sequestro preventivo di villa Wanda, la villa di famiglia di Licio Gelli, risale all’anno 1998, quando l’Agenzia delle Entrate aretina è entrata in possesso di un testamento olografo di Licio Gelli, trovato dalle Autorità di Polizia Giudiziaria francesi, dal quale emergevano sue significative disponibilità patrimoniali all'estero, e di una consistente documentazione comprovante il sostenimento di spese a favore dei tre figli, Raffaello, Maria Rosa e Maurizio, per rilevantissimi importi, ben superiori ai redditi dichiarati. Da qui derivano contestazioni di omessi pagamenti di imposte sui redditi e di registro, che, dopo i ricorsi vinti dall’Amministrazione Finanziaria davanti alle Commissioni Tributarie, sono stati quantificati in cartelle esattoriali nei confronti di Licio Gelli per 8,8 milioni di euro, del figlio Maurizio per 7,2 milioni, della figlia Maria Rosa per 1,1 milioni e del primogenito Raffaello per 500 mila euro.