Palermo, 10 ott. - (Adnkronos) - Una lettera aperta in tema di flussi migratori e politiche di accoglienza è stata indirizzata oggi dalla segreteria regionale Cisl Sicilia ai vescovi e alla Chiesa siciliana, alle grandi organizzazioni economiche e sociali dell’Isola, alle associazioni del volontariato impegnate su questo fronte e ai sindaci dei Comuni in cui si concentrano gli sbarchi. Il sindacato guidato in Sicilia da Maurizio Bernava, alla vigilia della mobilitazione che si terrà domani in tutte le province dell’Isola all’insegna dello slogan “Fermiamo le stragi nel Mediterraneo”, chiede a tutti di “fare fronte comune tenendo alta l’attenzione su un terreno dal marcato valore morale e civile ed esercitando una pressione forte su ogni livello istituzionale, regionale, nazionale, europeo”. “La mobilitazione non può fermarsi domani”, scrive il sindacato denunciando “delusione” per la visita di ieri a Lampedusa del presidente della Commissione Ue Barroso, assieme ai vertici di Stato e Regione. La presenza dell’Europa sul suo fronte Sud, scrive la Cisl, “non può esaurirsi in parole e iniziative di circostanza” come quelle registrate nell’isola delle Pelagie. “Bisogna intervenire a monte, in modo organico e strutturale, con azioni di svolta mai viste finora, sulle cause del fenomeno e sui drammi e le tragedie che esso comporta”. “Ue e potenze mondiali affrontino assieme, complessivamente – scrive la Cisl - le cause dell’immigrazione”. Al riguardo, il sindacato ritiene che la Sicilia e Lampedusa non debbano essere lasciate sole, ma anche che “un dramma di dimensioni epocali non può essere ridotto a una questione di mere risorse aggiuntive. Non basta aggiungere più risorse – afferma la Cisl - così come a livello nazionale – sottolinea - non basta l’abolizione del reato odioso di clandestinità”. (segue)