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Nelle città meno pm10 e auto private, ma rete idrica colabrodo

domenica 13 ottobre 2013

2' di lettura

Roma, 11 ott. - (Adnkronos) - Si riducono le concentrazioni di Pm10 ma a Roma, Milano, Napoli e Torino ci sono ancora troppe auto. Ancora problemi legati alla rete idrica: nel 2011 la dispersione idrica complessiva nel passaggio dal prelievo alla distribuzione, è stata circa del 39%. La Puglia è la regione più 'dipendente' per l'acqua potabile. Sono questi in sintesi i dati che emergono dal rapporto Ispra sulla Qualità dell’Ambiente Urbano, giunto al IX anno e presentato oggi a Roma, alla presenza del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Tra le novità, di questa edizione del rapporto, l’ampliamento dello studio a 9 nuovi capoluoghi di provincia (Alessandria, La Spezia, Como, Treviso, Pistoia, Pesaro, Caserta, Barletta, Catanzaro), per la scelta dei quali si è mantenuto il criterio demografico selezionando per regione il comune più popoloso fra quelli con popolazione oltre i 70.000 abitanti. Insieme ai capoluoghi trattati nelle edizioni precedenti, il numero complessivo delle città considerate arriva a 60 dove risiede il 24,9% della popolazione italiana (dato ottobre 2011). In particolare dal rapporto emerge che dal 2000 al 2010 si registra a livello nazionale una diminuzione del 37% circa di emissioni di Pm10, ma il particolato (Pm10e Pm2,5), il biossido di azoto e l’ozono continuano a essere gli inquinanti atmosferici più critici nelle aree urbane, soprattutto nel bacino padano. Da elaborazione Ispra su dati Aci 2006-2012, si conferma la tendenza alla diminuzione del numero di autovetture private nelle otto città più grandi, con la sola rilevante eccezione di Roma, che inoltre è la città con il maggior numero di autovetture private (quasi 1.600.000), seguita da Milano (quasi 600.000), Napoli (poco più di 500.000) e Torino (circa 450.000). Gli italiani sono più attenti agli sprechi di acqua, tanto che in dieci anni (2000-2011) gli hanno ridotto il consumo domestico di acqua del 14,5%. Non migliora invece la situazione delle dispersioni di rete. Nel 2011 la dispersione complessiva nel passaggio dal prelievo alla distribuzione, è stata circa del 39%, pari a 3,50 miliardi di metri cubi di acqua ad uso potabile, corrispondenti a una perdita giornaliera di circa 160 litri per abitante. La regione più 'dipendente' per l'acqua potabile è la Puglia. Più del 60% della disponibilità complessiva da destinare all’utenza finale (circa 333,5 milioni di metri cubi di acqua ad uso potabile), infatti, proviene dalla Basilicata (per circa il 64%), dalla Campania (per circa il 36%) e in quantità residuali dal Molise.

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