(Adnkronos) - Giuseppe Rotunno inizia prestissimo il suo rapporto con la fotografia, aveva appena tre anni accanto a suo padre che era un grande appassionato. Allora non sapeva che il cinema sarebbe stato il suo pane quotidiano. E non lo sapeva neanche quando all'eta' di 17 anni entra per la prima volta a Cinecitta' come apprendista elettricista. Poco dopo il suo ingresso, in quella che e' stata per tantissimi anni una fabbrica di sogni, riesce a farsi assumere come apprendista presso il laboratorio fotografico, all'interno di Cinecitta', diretto da Arturo Bragaglia. Li' inizia la sua carriera che prendera' molteplici pieghe, da fotografo di scena per gli uffici stampa cinematografici, ad operatore di macchina fino a direttore della fotografia. Giuseppe Rotunno ha lavorato, come direttore della fotografia e non solo, con i piu' grandi maestri della storia del cinema nazionale e non. Nel ruolo artistico che ricopre e' indispensabile la sintonia con il regista con il quale lavora, e anche in questo la sua qualita' umana e' forte, tanto da riuscire a stringere sodalizi con Maestri dai caratteri diversi e non sempre facili. Nomi del calibro di Luchino Visconti, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Mario Monicelli, Sydney Pollac e Mike Nichols solo per citarne alcuni. E sempre con loro sono arrivati i numerosi premi e riconoscimenti alla sua professionalita'. Basti pensare che i Nastri d'Argento vinti nella sua carriera sono ben 7, 3 i David di Donatello, un Bafta e una Nomination all'Oscar, lo hanno consacrato un maestro per tutti i set. Dal 1988 e' Docente-coordinatore del corso di Fotografia presso la Scuola Nazionale di Cinema. Dice Rotunno "Cerco soprattutto di educare l'occhio degli allievi, li stimolo a guardarsi intorno, a memorizzare la serie infinita di informazioni che quotidianamente arrivano dal mondo esterno. Osservando con attenzione, si impara a conoscere le forme, i colori, gli oggetti di una certa epoca. E' importante la tecnica, ma soprattutto per saper leggere cio' che vediamo". Cosi' Giuseppe Rotunno, novant'anni domani, mette a disposizione, di chi ha deciso di percorrere le sue stesse orme, la sua vastissima esperienza.