Bruxelles, 18 mar. (Adnkronos) - Oltre 440 mila nuovi posti di lavoro potrebbero essere creati entro il 2030 se la Ue elevasse gli standard di consumo dei carburanti per le auto, ed il pil del vecchio continente potrebbe crescere di 16mld di euro. La tesi è sostenuta in una relazione delle società di consulenza indipendenti Cambridge Econometrics e Ricardo-AEA. Secondo il rapporto l'implementazione dello standard di 95gr di Co2 per chilometro percorso entro il 2020, produrrebbe subito circa 350 mila nuovi posti di lavoro ma se invece l'obiettivo per le auto venisse abbassato a 90gr per km ed il decremento annuo di emissioni di Co2 per i furgoni del 3% e non dell'1% come quello attualmente in vigore, ben presto dai 350 mila nuovi posti si potrebbe arrivare a 443 mila. Un terzo dei posti verrebbero creati nell'industria dell'auto, gli altri due terzi in altri settori dell'economia a seguito della distrazione degli investimenti dall'area dei combustibili fossili. Gli effetti completi non potrebbero essere raggiunti prima del 2030 perché, continua il rapporto, 'occorrono almeno 10 anni perché i ritorni sul mercato vadano a regime'. Secondo il rapporto gli autoveicoli prodotti secondo questa nuova filosofia costruttiva, costerebbero circa 1000/1100 euro in più rispetto ai veicoli 'normali' ma il maggior costo verrebbe compensato dal risparmio sul carburante. Non tutti però sono d'accordo con la relazione dei due istituti: secondo l'Associazione europea dei costruttori d'auto, l'aumento dei prezzi dei veicolo spingerebbe invece gli automobilisti verso l'acquisto delle meno care automobili convenzionali .