Milano, 18 mar (Adnkronos) - Potrebbe essere opera di un gruppo di estremisti in guerra contro l'uso delle cellule staminali nella ricerca medica la collocazione di un presunto feto umano nel frigorifero usato da un gruppo di ricerca dell'universita' di Milano Bicocca per conservare materiale da laboratorio, alla temperatura di -80 gradi centigradi. Questa l'ipotesi avanzata da Angelo Vescovi, docente responsabile del gruppo di ricerca dell'ateneo che utilizza il frigorifero in cui e' stato ritrovato il presunto feto, nel corso di una conferenza stampa questa sera a Milano. Il reperto, trovato al terzo piano dell'edificio U3, dipartimento di Biotecnologia, e' stato rinvenuto venerdi' sera, ma la polizia e' stata contattata solo stamattina, perche' il ricercatore autore del ritrovamento ha preferito aspettare l'esame visivo di una biologa piu' esperta per dare l'allarme. "La nostra universita' - commenta in conferenza stampa il rettore Marcello Fontanesi - non permette di svolgere ricerche su questo tipo di materiale, quindi una volta scoperto il colpevole faro' di tutto perche' non possa piu' mettere piede in questo ateneo". (segue)