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Eolico da sostenere maggiormente grazie all'ottimo potenziale residuo

Anev: "Mancano gli strumenti per realizzare la crescita"
domenica 24 marzo 2013

2' di lettura

Roma, 19 mar. - (Adnkronos) - Dall'analisi del testo finale della Sen, la Strategia Energetica Nazionale, sarebbe l'eolico una delle tecnologie da sostenere maggiormente poiché ha un ottimo potenziale residuo, è efficiente e per oltre il 70% composto da tecnologia nazionale. Ma secondo l'Anev, associazione nazionale energia del vento, nel documento mancano gli strumenti e le soluzioni efficaci a far ripartire un settore che aste e registri stanno rallentando, mettendo in discussione il raggiungimento degli obiettivi al 2020. La Sen punta su ottimizzazione e razionalizzazione degli incentivi, privilegiando le fonti più virtuose (quelle che hanno raggiunto maturità tecnologica e hanno un'incidenza sostanziale sull'industria nazionale), indirizzi accolti favorevolmente dall'Anev. L'associazione però sottolinea come il meccanismo dei nuovi regimi di incentivazione contenga delle criticità, oltre al fatto che nella Sen sembrano mancare gli strumenti efficaci a rendere realizzabili le politiche di crescita indicate: per l'eolico le risultanze scaturite dagli esiti delle procedure d'asta e di iscrizione ai registri dimostrerebbero evidenti problematiche che hanno comportato una distorsione sostanziale nei meccanismi. Il mancato raggiungimento del contingente per i grandi impianti ha infatti avuto come contraltare la saturazione del registro dei piccoli impianti oltre il 150% del contingente e un deciso incremento di installazioni con potenza inferiore o pari a 60 kW. Per superare questi elementi critici Anev propone semplificazione amministrativa, eliminazione delle tortuose farraginosità delle autorizzazioni e l'individuazione di nuovi meccanismi di incentivazione che dovrebbero contemperare le necessità di riduzione degli oneri con quelle di sviluppo ulteriore del comparto, spostando ad esempio l'incentivo dalla produzione elettrica al capitale, anche per il tramite della leva fiscale, per gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile, questo infatti consentirebbe un significativo risparmio per il sistema. Individuando un mix di sgravi fiscali, incentivi in conto capitale aggiudicati sempre tramite aste competitive, project bond e fondi ad hoc, magari con meccanismi rotativi, si potrebbe raggiungere il medesimo obiettivo attualmente individuato, con una efficienza molto superiore, e rilanciare l'economia e la crescita in un settore strategico.

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