(Adnkronos) - Ha fatto coppia con Gianni De Gennaro per tutti gli anni '80, numero uno e numero due del nucleo anticrimine e poi del servizio centrale operativo, indagando su mafia e sequestri di persona, droga e criminalita' economica, lavorando al fianco di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e collaborando con le polizie di mezzo mondo, dall'Fbi alla Bka tedesca. Ha mandato dietro le sbarre boss di primo piano, tra cui Pietro Vernengo, 'Piddu' Madonia, Nitto Santapaola, Pietro Aglieri. Nel '91, quando De Gennaro tiene a battesimo la neonata Direzione investigativa antimafia, Antonio Manganelli diventa il direttore dello Sco. Sette anni dopo e' questore a Palermo, dal '99 al 2.000 questore a Napoli. Poi di nuovo al fianco di De Gennaro al Viminale, come lui sempre al lavoro, capodanno e ferragosto compresi. In tanti, in questi 6 anni al vertice della Polizia, gli hanno riconosciuto la capacita' di mediare. Anche nella societa'civile. "Fare sicurezza -rimarcava Manganelli- significa analizzare i fenomeni e le tensioni sociali. Abbiamo il dovere di gestire anche questi momenti di tensione, coltivando la mediazione e le buone pratiche". La comunicazione in questi anni e' stata per il Dipartimento di Pubblica sicurezza un altro poliziotto in piazza, sul web, ovunque il risciho minacciava l'ordine pubblico. Anche durante la malattia con la quale combatteva da due anni, il prefetto che sapeva mediare, rimarcava che "comunicare sicurezza aiuta a crescere". Per questo la 'sua' Polizia ha puntato non solo all'operativita' ma alla prevenzione nello sport, parlando alla gente per costruire una "miscela di partenariato" capace di "mettere a fattor comune" il contributo di tutti. (segue)