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Il 22 marzo giornata mondiale dell'acqua ma un miliardo di persone soffre la sete

lnel 2050 stress idrico per la meta' della popolazione mondiale
domenica 24 marzo 2013

2' di lettura

Roma, 20 mar. (Adnkronos) - Il prossimo 22 marzo si celebra la 'Giornata mondiale dell'acqua', una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare Stati membri e popolazioni alla tutela e salvaguardia delle risorse idiriche minacciate da inquinamento e sprechi. Una preoccupazione piu' che fondata visto che gia' oggi, secondo i dati diffusi dal Worldwatch Institute, circa 1.2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo vive in aree di scarsita' fisica di acqua, mentre un altro 1,6 miliardi deve confrontarsi con la difficolta' di approvvigionarsi di acqua a costi flessibili. Una situazione che e' destinata ad aggravarsi, a causa della crescita della popolazione, il riscaldamento del clima, le carenze di investimenti e di gestione delle risorse. La stima e' che entro il 2025 la popolazione in regioni con assoluta scarsita' d'acqua sara' di 1,8 miliardi di persone, mentre vivra' in una situazione di stress idrico quasi la meta' della popolazione mondiale. Popolazione mondiale che nel 2050 dovrebbe arrivare dai 7 miliardi di oggi ai 9,1 miliardi, mettendo a dura prova risorse idiriche, alimentari, energetiche ed industriali. Una situazione drammatica a cui dovra' aggiungersi anche il problema della maggiore urbanizzazione con la nascita di megalopoli ambientalmente insostenibili. Secondo le nazioni Unite nel secolo scorso il consumo delle risorse idriche e' piu' che raddoppiato rispetto al tasso di crescita della popolazione mondiale. A livello globale, il 70% dei prelievi d'acqua usati nel settore agricolo, l'11% sono per le esigenze civili ed il 19% per quelle industriali. Numeri standard che non tengono pero' conto dei consumi reali nei Paesi densamente popolati e con forte industrailizzazione come la Cina, Stati Uniti ed India, dove il consumo d'acqua effettivo e' molto piu' elevato delle medie indicate. I prelievi d'acqua per l'agricoltura arrivano ad una media del 44% tra i paesi OCSE ma questa percentuale sale ad oltre il 60 se vengono considerati gli otto Paesi con maggiore vocazione agricola. In Brasile, Russia, India e Cina, l'agricoltura rappresenta il 74 per cento dei prelievi d'acqua, ma questo varia da 20 per cento in Russia per l'87 per cento in India.

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