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Ambiente, 60% farfalle scomparse in 20 anni

A rischio un quarto insetti
domenica 24 marzo 2013

2' di lettura

Roma, 21 mar. (Adnkronos Salute) - L'Agenzia ambientale europea riferisce che, negli ultimi 20 anni, e' scomparso il 60% delle farfalle, mentre un quarto degli insetti e' a rischio estinzione. Se ne e' parlato durante un convegno organizzato a Como dall'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra). La Commissione europea - ricorda una nota - ha cosi' proposto al Comitato permanente Ue per la catena alimentare di sospendere l'uso dei neonicotinoidi (clothianidin, imidacloprid e thiametoxam) come concianti e granulari su mais, colza, girasole e cotone, per due anni a partire dal 2013. L'utilizzo di queste sostanze e' pero' consentito per le altre colture, per cui si teme la persistenza nel terreno di queste molecole. Si spiegherebbero cosi' la moria delle api e i pericoli per un settore economico importante, quello dell'apicoltura, che in Italia vanta un patrimonio di 1.150.000 alveari (di cui il 10% allevati con metodo biologico) che rendono il nostro uno dei Paesi piu' importanti per la produzione di miele. E' stato calcolato che l'apporto economico annuale di questa attivita' al solo comparto agricolo e' di circa 1.600 milioni di euro, con un contributo da parte di ogni singolo alveare di circa 1.240 euro. Una sezione dei lavori e' stata dedicata proprio al miele, alle api, all'inquinamento ambientale e alla sicurezza alimentare. Focus sulla melissopalinologia, che si occupa dello studio dei pollini che si trovano nel miele: riconoscendo questi pollini si puo' risalire al tipo di miele ed e' cosi' possibile individuare eventuali sofisticazioni del prodotto. I mieli contengono infatti diverse quantita' di pollini che provengono dalle piante presenti nel luogo di produzione; in un certo senso, dunque, il miele porta con se' il proprio certificato d'origine. Attraverso l'analisi microscopica si puo' quindi stabilire l'origine geografica o botanica di un miele e controllare quindi la veridicita' delle dichiarazioni presenti in etichetta. Infine, l'importante ruolo delle api: attraverso fenomeni di bio-accumulo, scomparsa e mortalita', l'ape consente di effettuare valutazioni sulla qualita' dell'ambiente in cui vive. Una sentinella ambientale, quindi, nel cui corpo, se pur in concentrazioni che non fanno temere per la salute umana, sono spesso rinvenuti contaminanti ambientali quali metalli pesanti (piombo, cadmio, cromo, mercurio, nichel, rame e zinco), radionuclidi gamma emittenti, microinquinanti organici (diossine, furani), idrocarburi policiclici aromatici (Ipa), policlorobifenili (Pcb), pesticidi (insetticidi, fungicidi, erbicidi e battericidi), microrganismi patogeni (batteri, funghi e virus).

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