(Adnkronos) - Si analizzano le immagini delle telecamere della zona, il traffico telefonico dei cellulari che Musy utilizzava, si ascoltano i familiari e i collaboratori, si cercano riscontri tra quanti avevano rapporti con lui per ragioni professionali e politiche. Al lavoro c'e' un team che non lascia nulla al caso mentre non mancano iniziative pubbliche per sollecitare chi sa a parlare. La svolta arriva nell'autunno scorso. Qualcuno fa un nome, quello di Francesco Furchi' che viene convocato per un primo interrogatorio a fine gennaio e fermato qualche ora dopo. Contro di lui ci sono quelli che gli inquirenti definiscono 'elementi indiziari oggettivi', tanto che il tribunale del riesame respinge l'istanza di scarcerazione. Ed e' notizia di oggi la decisione del gip, su richiesta della procura, di procedere con il giudizio immediato. L'udienza e' fissata per il prossimo 8 maggio. Intanto mercoledi' la moglie di Musy, Angelica, ha scritto al sindaco di Torino, Piero Fassino, e a tutti i consiglieri comunali per chiedere di trovare la via affinche' sia permesso al marito di dimettersi dalla Sala Rossa. Il sindaco ha confermato l'impegno mentre questa sera l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, celebrando una messa ha chiesto che la Citta' non dimentichi e chiesto alle autorita' locali di farsi promotrici di una richiesta al presidente della Repubblica di uno speciale riconoscimento civile per il sacrificio che Musy ha dovuto subire.